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Si vive sempre più a lungo: quasi 8 anni in più per gli uomini

In Italia la vita si allunga sempre di più. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica la speranza di vita ha raggiunto quasi gli 84 anni, collocando il Paese tra i più longevi al mondo. Un risultato legato ai progressi della medicina, delle condizioni di vita e dei servizi sociali. Dal 1990 a oggi gli uomini hanno guadagnato circa 8 anni di vita, arrivando a circa 82 anni, mentre le donne ne hanno guadagnati quasi 7 superando gli 85. Anche l’età più frequente alla morte si è spostata in avanti, segno di una popolazione che vive più a lungo. Nonostante i dati positivi, però, restano forti differenze tra le regioni. In Campania la speranza di vita è sotto gli 82 anni, mentre nelle Marche supera gli 86. A pesare sono fattori economici, qualità dei servizi sanitari e stili di vita, che mantengono un grande divario tra il Nord e il Sud del Paese. Un contributo fondamentale arriva dalla drastica riduzione della mortalità nel primo anno di vita: da 230 decessi ogni 1.000 nati nell’Ottocento a meno di 3 su mille oggi.

di Angelo Santoro | 20 Aprile 2026

In Italia la vita si allunga sempre di più. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica la speranza di vita ha raggiunto quasi gli 84 anni, collocando il Paese tra i più longevi al mondo. Un risultato legato ai progressi della medicina, delle condizioni di vita e dei servizi sociali. Dal 1990 a oggi gli uomini hanno guadagnato circa 8 anni di vita, arrivando a circa 82 anni, mentre le donne ne hanno guadagnati quasi 7 superando gli 85. Anche l’età più frequente alla morte si è spostata in avanti, segno di una popolazione che vive più a lungo. Nonostante i dati positivi, però, restano forti differenze tra le regioni. In Campania la speranza di vita è sotto gli 82 anni, mentre nelle Marche supera gli 86. A pesare sono fattori economici, qualità dei servizi sanitari e stili di vita, che mantengono un grande divario tra il Nord e il Sud del Paese. Un contributo fondamentale arriva dalla drastica riduzione della mortalità nel primo anno di vita: da 230 decessi ogni 1.000 nati nell’Ottocento a meno di 3 su mille oggi. Merito di migliori condizioni igieniche, alimentazione e vaccini. Le malattie infettive sono ormai una causa marginale di decesso, anche se la pandemia ne ha temporaneamente aumentato il peso. Anche i decessi per altre malattie sono diminuiti, contribuendo alla stabilità generale nonostante l’invecchiamento della popolazione. La maggiore longevità è il frutto di un lungo percorso. Oggi però va tutelata affrontando le sfide legate all’età media sempre più alta e alle disuguaglianze territoriali puntando sulla prevenzione.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

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