
Per la prima volta in Italia un progetto espositivo di grande interesse che pone al centro una dimensione poco conosciuta dell’artista George Baselitz (Kamenz- Germania, 1938), la sua intensa ricerca segnica- grafica, realizzata attraverso l’uso di svariate tecniche incisorie dall’ acquatinta alla xilografia e linoliumgrafia.
La mostra -visibile sino al 13 settembre 2026 – si snoda sui tre piani degli spazi del Museo del Novecento e comprende – oltre la sezione grafica- circa 170 opere, tra dipinti, disegni, schizzi, dipinti e una serie di sculture e bronzi che troneggiano lungo la suggestiva area del Chiostro del Museo.

Un percorso che abbraccia quasi sessant’anni di ricerche, di lavoro dell’artista tedesco, figura poliedrica, anticonformista dell’area secondo dopoguerra che ha intensamente rinnovato e promosso un linguaggio ed espressioni artistiche rifiutando ogni modello tradizionale artistico precostituito.
L’esposizione mette in luce anche il forte ed intenso legame di Baselitz con Firenze, città che ha avuto un ruolo decisivo
nella sua formazione artistica ed intellettuale.
Nel 1965 l’artista soggiorna nella culla del Rinascimento e rimane affascinato dagli artisti anti-classici; dal Pontormo al Rosso Fiorentino a… Domenico Beccafumi. Ritorna più volte tra il 1976, il 1981 e nel 1988 è al centro di una esposizione antologica alla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.

George Baselitz è un maestro del filone arte concettuale internazionale. La sua ricerca è nota per le Immagini informali rovesciate. La sua arte si basa su superfici dipinte a strati, a volte materiche e segniche, a volte dense di tecniche miste colorate e non, aventi per tematica, concetti di costruzione e contemporaneamente di decostruzione. Lo spettatore alla visione delle sue opere è così indotto a riflessioni interessanti su tutta la dinamica dell’arte: un’alternativa forte ed espressiva in grado di comunicare al di là di schemi figurativi.
Laura Novello
Riproduzione vietata testi e foto previo consenso autore e testata

Lascia un commento