• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Tre anni e mezzo dopo: il Governo e la qualità del confronto

A tre anni e mezzo dall’insediamento del Governo guidato da Giorgia Meloni il dibattito pubblico italiano appare intrappolato in una dinamica sterile: da una parte la difesa a oltranza, dall’altra la critica sistematica. In mezzo troppo spesso manca un’analisi lucida dei risultati, degli errori e delle prospettive. Sostenere che in quaranta mesi l’esecutivo non abbia “indovinato nulla” è una posizione politicamente comprensibile, ma difficilmente sostenibile sul piano razionale. Ogni Governo per definizione alterna decisioni condivisibili ad altre controverse, risultati concreti a promesse disattese. Vale per questo come per quelli precedenti. Ridurre tutto a un fallimento totale rischia di trasformare la critica in slogan. Il confronto dovrebbe invece entrare nel merito: economia, politica industriale, rapporti con l’Unione Europea, politica migratoria, ruolo internazionale dell’Italia.

di Angelo Santoro | 21 Febbraio 2026

A tre anni e mezzo dall’insediamento del Governo guidato da Giorgia Meloni il dibattito pubblico italiano appare intrappolato in una dinamica sterile: da una parte la difesa a oltranza, dall’altra la critica sistematica. In mezzo troppo spesso manca un’analisi lucida dei risultati, degli errori e delle prospettive. Sostenere che in quaranta mesi l’esecutivo non abbia “indovinato nulla” è una posizione politicamente comprensibile, ma difficilmente sostenibile sul piano razionale. Ogni Governo per definizione alterna decisioni condivisibili ad altre controverse, risultati concreti a promesse disattese. Vale per questo come per quelli precedenti. Ridurre tutto a un fallimento totale rischia di trasformare la critica in slogan. Il confronto dovrebbe invece entrare nel merito: economia, politica industriale, rapporti con l’Unione Europea, politica migratoria, ruolo internazionale dell’Italia. Non sono forse questi i terreni sui quali si misura la qualità di un esecutivo? Un’opposizione credibile dovrebbe articolare proposte alternative indicando priorità e soluzioni. Sul piano internazionale la Presidente del Consiglio ha mantenuto un’attività diplomatica intensa, cercando di consolidare la presenza italiana nei tavoli che contano. Si può discutere dell’efficacia di questa strategia, dei risultati ottenuti e delle scelte compiute, ma liquidare ogni iniziativa come mera propaganda non aiuta a chiarire ai cittadini quale diversa collocazione si immagini per il Paese. Questo non significa negare errori o limiti. Alcuni provvedimenti hanno suscitato perplessità, talvolta anche tra osservatori non pregiudizialmente ostili. È fisiologico in una democrazia. Ma la critica acquista forza quando distingue, quando riconosce ciò che funziona e incalza con fermezza su ciò che non funziona. Se tutto è sempre disastro, nulla lo è davvero. La vera questione non riguarda soltanto il bilancio dell’esecutivo, ma la qualità complessiva del nostro confronto politico. Una campagna elettorale permanente, fatta di delegittimazioni reciproche e contrapposizioni identitarie, non rafforza la democrazia. La indebolisce. Gli elettori hanno diritto a un dibattito che presenti alternative chiare, una leadership definita, un programma coerente e verificabile. In una fase storica complessa, segnata da tensioni internazionali e fragilità economiche, l’Italia non può permettersi una polarizzazione che riduca tutto a tifo contrapposto. Il confronto può essere duro, ma deve restare confronto: tra idee, visioni, priorità diverse di sviluppo e di giustizia sociale. La politica non è una gara a chi grida più forte. È la capacità di proporre soluzioni credibili e di assumersi responsabilità. Se il Governo ha sbagliato, lo si dimostri nel merito. Se l’opposizione vuole vincere, lo faccia offrendo una prospettiva convincente.

Il Paese, in fondo, è uno solo. E merita qualcosa di più del rumore di fondo della polemica permanente.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti