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PALESTINA E DINTORNI

All’indomani della fine della Seconda guerra mondiale con la sconfitta dell’Italia e della Germania, ricordiamolo, Winston Churchill fotografò il modo di essere di un paese affermando che “In Italia sino al 25 luglio c’erano 45 milioni di fascisti; dal giorno dopo, 45 milioni di antifascisti. Ma non mirisulta che l’Italia abbia 90 milioni di abitanti”. Lo stesso, contestualizzando il periodo, avviene oggi con prese di posizione da ultras di calcio sia nelle italiche Tv e sia per strada, per non parlare dei micidiali “social” dove esplode la rabbia repressa di un popolo che non è quasi mai stato popolo.

di Raffaele Romano | 28 Gennaio 2026

All’indomani della fine della Seconda guerra mondiale con la sconfitta dell’Italia e della Germania, ricordiamolo, Winston Churchill fotografò il modo di essere di un paese affermando che “In Italia sino al 25 luglio c’erano 45 milioni di fascisti; dal giorno dopo, 45 milioni di antifascisti. Ma non mirisulta che l’Italia abbia 90 milioni di abitanti”.

Lo stesso, contestualizzando il periodo, avviene oggi con prese di posizione da ultras di calcio sia nelle italiche Tv e sia per strada, per non parlare dei micidiali “social” dove esplode la rabbia repressa di un popolo che non è quasi mai stato popolo.

Chi non si imbatte, quotidianamente, in urla di odio o di stima per Donald Trump?

Quanti sono gli odiatori italiani di Trump? Probabilmente 60 milioni ma è quasi sicuro che l’indomani ce ne saranno altrettanto 60 milioni di innamorati di Trump. Churchill docet!

La geopolitica è diventata, nel bel paese, disputa quotidiana da attaccabrighe come si usava nei bar di una volta. Per questo vorremmo portare né avversione e né accondiscendenza verso Trump, bensì fornire ai lettori dati ed elementi per farsi un’idea.

Dall’inizio ho sempre cercato di spiegare che scopo di Trump e del Dipartimento di Stato USA era quello di cercare di accontentare il più possibile la Russia di Putin cedendo sull’Ucraina. Il tutto per tentare di allontanare la Russiadalla Cina di Xi Jinping, unico vero avversario degli Stati Uniti. In questa chiave va letta la lista degli aderenti al Board of Peace sulla Palestina di Trump.

Vediamo la lista dei Paesi che vi hanno aderito finora: Armenia, Azerbaijan, Bahrein, Bielorussia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Israele, Giordania, Mongolia, Marocco, Pakistan, Paraguay, Qatar, Stati Uniti, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam. Tutti Paesi del sud e dell’est del mondo su cui Pechino, negli ultimi decenni, ha molto investito per allargare la sua sfera di influenza e che servono agli USA per accerchiare sul planisfero la Cina.

Come si può osservare l’Europa non c’è. Ma non solo per scelte individuali di alcuni singoli Stati piuttosto perché non conta e non pesa, in sintesi come potenza militare ed economica non esiste! Figurarsi l’Italia!

Invece, nel continente americano, Trump ha avviato le classiche operazioni di “regime change” della CIA partendo dal Venezuela che ha decapitato con l’arresto di Maduro e “convinto” i suoi seguaci a adeguarsi completamente alla volontà di Washington. Preso il Venezuela che, col potere economico del petrolio, si era affiancato a Pechino ha fatto cadere gli aiuti a Cuba, di cui attende, il default a breve. Infatti, i cubani non riusciranno a sopravvivere per molto tempo ancora senza il supporto venezuelano.

Contestualmente ha lanciato un serio avvertimento alla Colombia e al Messico che, fino ad ora, hanno orbitato nella sfera d’influenza di Maduro direttamente e di XI Jinping indirettamente. In modo contestuale Trump ha aperto il versante interno in vista delle elezioni di mezzo termine sull’annoso problema dell’immigrazione clandestina usando le maniere forti con l’I.C.E. (Immigration andCustoms Enforcement) e sulle quali si sta rendendo conto di aver esagerato ottenendo un effetto boomerang. A nord del continente americano ha aperto il caso Groenlandia. Con le elezioni di mezzo termine si rinnova la Camera dei rappresentanti, un terzo di quelli del Senato e la maggior parte delle cariche esecutive dei singoli stati a partire dai governatori.

Alcune incongruenze: in Italia, nel 2025, il numero di aziende italiane controllate da russi è salito da 2.564 a ben 4.497 che la colloca al terzo posto in Europa per aziende UE controllate da russi, sempre a proposito delle restrizioni alla Russia solo nel 2027 l’UE terminerà di acquistare gas russo, dall’inizio della guerra in Ucraina c’è stata una misura incomprensibile di Biden proseguita da Trump e dalla UE ovvero la decisione di non fornire a Kiev missili a medio e lungo raggio per contrattaccare la Russia, la sostanziale libera circolazione della flotta fantasma russa per consegnare il proprio petrolio che, in teoria, era stato messo nella sanzioni e si potrebbe continuare…

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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