
Se nel 2022 la parola dell’anno era PERMACRISIS con Trump e’ diventata quella del decennio.
Con un pizzico di nostalgia ricordiamo oggi il 2022 quando una serie di eventi negativi innescati dall’invasione russa dell’Ucraina, avevano determinato quella scelta di parola dell’anno. Adesso quelle crisi con l’avvento di Trump sono “on steroids” per usare un linguaggio slang, informale.
Trump e’ Trump, nessuna definizione o aggettivo gli farebbe giustizia. E’ un personaggio unico come nei fumetti erano Nembo Kid, Paperino, Topolino di cui sapevamo il loro comportamento e cosa erano capaci di fare. Possiamo succintamente dire che Trump ha tutti i difetti che uno statista non dovrebbe avere e gli mancano tutte le qualita’ che invece dovrebbe avere. Una caratteristica che non gli manca e’ il candore. L’altra settimana in un intervista al New York Times alla domanda se riteneva che il suo potere fosse limitato dal diritto internazionale, ha risposto che gli unici suoi vincoli sono dettati dalla sua moralita’ e coscienza (my own morality, my own mind). Praticamente ha ripetuto la famosa affermazione del re Luigi XIV: l’etat c’est moi, anzi per Trump sarebbe le mond c’est moi o forse l’universe c’est moi, visto che ha chiesto alla Nasa di tornare sulla Luna ed una missione su Marte.
Per uno scherzo del destino, quest’anno cade il 250 anniversario della dichiarazione di Indipendenza delle colonie americane a cui segui’ la nascita della prima repubblica della storia moderna con una costituzione che per la prima volta adottava principi come la sovranita’ popolare, rifiuto del potere assoluto, separazione dei poteri con un sistema di checks and balances. Trump intende celebrare questo anniversario con un arco di trionfo, ispirandosi a quello di Parigi ed un parco monumentale con le statue di 250 eroi americani, tra cui, in modo eminente lui stesso. Piu’ funerale che celebrazione.
Affidarsi ai principi morali di un amorale come Trump e’ come mettere una volpe a guardia del pollaio come dimostrano le recenti vicende della Groenlandia e Venezuela. Il presidente USA si e’ comportato come il classico mafioso che si complimenta con un imprenditore di successo e poi gli sussurra che sarebbe un peccato se succedesse qualcosa alla sua attivita’ offrendogli la sua protezione, acquisendo di fatto il business. Trump ha messo gli occhi sulla vasta Groenlandia ricca di terre rare ed il Venezuela che ha il 20% del totale mondiale delle riserve petrolifere e se le vuole prendere con scuse inventate. La Groenlandia sarebbe minacciata misteriosamente da Russia e Cina mentre per il Venezuela la colpa era di avere per presidente un narcotrafficante. Da notare che Trump un mese prima aveva concesso la grazia all’ex presidente dell’Honduras condannato a 45 anni di carcere nel 2024 per traffico di cocaina.
Tutto il mondo si chiede come e’ possibile che Trump si comporti come un sovrano.
La risposta e’ semplice: ha esteso e strumentalizzato tutte le leve, i poteri le competenze della presidenza inventandosi situazioni di emergenze. Di solito poi leaders saggi si circondano di collaboratori e consiglieri abili e competenti ma nel caso di Trump solo sicofanti yes-men. La ricchezza collettiva dei membri del governo americano ammonta a 10.7 miliardi di dollari e se includiamo tutte le altre nomine dell’amministrazione si arriva alla cifra di 450 miliardi di dollari.
La piu’ potente ed antica democrazia del mondo e’ di fatto diventata un oligarchia.
Ormai con Trump la realta’ supera la fantasia, anche se in realta’ esiste un film del 2004 The Manchurian Candidate che ha qualche rassomiglianza con questa situazione. E’ la storia di un candidato alla presidenza USA, membro del Congresso e ex eroe di guerra a cui, a sua insaputa e’ stato impiantato un microchip ed essere cosi’ eterodiretto e fare gli interessi delle grandi corporations. Si da il caso che Elon Musk ha una societa’, Neuralink che ha sperimentato con successo microchip impiantati nel cervello per connetterlo il computer. Spero di non dare cattive idee ai complottisti dei social media.
In politica estera sappiamo qual’e’ il programma di Trump: sostituire l’ordine internazionale attuale regolato da leggi convenzioni e trattati con rapporti diretti transazionali tra i singoli stati in modo che il piu’ potente impone le sue condizioni. In pratica passare dal potere della legge a quello della legge del potere. Il mondo diviso in 3 aree dominate da USA, Cina, Russia (in attesa dell’India) e naturalmente con USA primus inter pares grazie al suo superiore apparato militare e la sua presenza sugli oceani Atlantico e Pacifico. Il gruppo consultivo del G7 si dovrebbe trasformare in G3 con compiti esecutivi per mantenere il nuovo ordine mondiale.
La nostra speranza e’ che dopo la lettera di Trump al presidente norvegese ln cui si lamentava di non aver ricevuto il premio nonostante avesse personalmente evitato otto guerre e che quindi in futuro si dedichera’ ad iniziare conflitti militari, il suo medico personale gli dia meno aspirine ed invece grandi dosi di antipsicotici.
Luigi Cariglia

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