Europa, che del PD è uno dei due quotidiani, prende di petto la questione. E si scaglia contro gli “oltranzisti” del “partito delle procure”.

Papale papale, senza niente di più e niente di meno. Vale a dire: da venti anni almeno l’Italia è squassata dalla diatriba sulla eccessiva politicizzazione dei giudici. C’è chi dice che alcuni giudici hanno giocato una partita tutta politica, anzi partitica, cioè di parte. E c’è chi lo nega.
Ora, d’un tratto, un giornale del partito che sarebbe stato il principale beneficiario della politicizzazione dei giudici e il dirigente che si occupa, appunto, dei problemi della giustizia dicono all’unisono, contestando gli eccessi ormai senza più inibizioni del “partito dei giudici” e dei suoi sostenitori (leggi Repubblica e leggi l’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ): “ebbene si, ora si esagera, sarebbe l’ora di smetterla”.
Alla buona ora. Invece di recriminare per il ritardo, è bene accogliere positivamente questa svolta.
I danni, anche economici della stagione giustizialista e degli eccessi di protagonismo di certe toghe sono sotto gli occhi di tutti. E sono danni che hanno colpito il Paese, contribuendo a relegarlo nelle posizioni di retrovia quanto ad affidabilità per gli investitori stranieri.
Ma ci sono danni che hanno colpito anche chi questi eccessi non denunciava e talvolta, come ammettono Europa e Orlando, addirittura se ne giovava per la lotta politica. La conseguenza, per il PD di questi continui interventi del socio “importante azionista del centrosinistra”, cioè dei magistrati, è stato un freno alla sua evoluzione. Che ha fatto, di quella italiana, una sinistra lontana anni luce dalla sinistra europea.
Dunque: benvenuti compagni e amici sulla sponda del riformismo e dello stato di diritto.
O, quantomeno, forza! Continuate a nuotare per raggiungerla questa sponda.

Io darei una lettura non diversa ma integrativa. E’ patetico che nel PD qualcuno voglia cercare di sciogliere il nodo scorsoio; Tonino un avvertimanto l’ha già dato andando a colpire subito il bersaglio grosso ossia Napolitano. Mi riferisco alla divulgazione ammiccante di quanto gli avrebbe detto a suo tempo Craxi in merito all’allora finzionario del PCI molto attento agli aspetti finanziari del partito. In altre parole Tonino ha detto: attenzione a quello che fate, l’accordo di ferro siglato nel 92 da Occhetto, Baffino e soci (gli stessi di adesso) deve essere rispettato, altrimenti ci sono armadi che aspettano solo di essere aperti con gran fragore di ossa di scheletri. Chi ha orecchie per intendere intenda.