
Tengo volutamente un profilo basso, pragmatico e gli occhi aperti su Gaza. Ad oggi vedo che Hamas non si sta smobilitando né disarmando, non sta lasciando la Striscia e non ha alcuna intenzione di farlo. Le armi restano, le catene di comando pure. I corpi degli ostaggi morti non si trovano. Gli accordi sono già stati disattesi e nel frattempo i dissidenti vengono regolati con esecuzioni in strada, a vista, per fare paura e zittire tutti, con i social a pieno regime.
Netanyahu li ha avvisati di nuovo, senza giri di parole: o la tregua è reale, con consegne verificabili e gesti irreversibili, oppure sarà l’inferno. Per come la vedo io, si resta nella seconda categoria. Pausa tecnica, non cambio di rotta.
Quanto durerà questa pseudo-tregua? Poco. Il tempo di qualche conferenza, due foto, un comunicato e i soliti deliri di onnipotenza trumpiani. Poi si torna al solito copione. Al netto delle fanfare, la sostanza non cambia di un millimetro, allo stato attuale.
Piero Terracina

Hamas giustizia ‘collaborazionisti’ a Gaza
(Adnkronos) Immagini raccapriccianti di uomini inginocchiati a terra con le mani dietro la schiena prima di essere giustiziati da Hamas. Video sui social con i membri del movimento islamista che eseguono condanne sommarie su presunti collaborazionisti di Israele, gettano benzina sul fuoco dei timori già presenti, secondo cui l’accordo di pace di Gaza sia a rischio. I militanti armati, alcuni dei quali indossano fasce di Hamas, stanno dietro le vittime con il volto coperto prima che risuonino gli spari e sette uomini in ginocchio cadano a terra, apparentemente senza vita. La folla festante urla ‘Allah Akbar’ (‘Dio è grande’), incolpando gli uomini giustiziati di essere “collaborazionisti”, mentre filma le scene orribili con i propri cellulari.
Accordo di pace in pericolo?
Filmati pubblicati poco dopo l’entrata in vigore dell’accordo di pace mediato da Trump e di cui una fonte di Hamas ha confermato l’autenticità, hanno suscitato preoccupazione tra gli osservatori, che credono che il gruppo militante possa rifiutarsi di deporre le armi nel disperato tentativo di mantenere il potere, sottolinea il “Daily Mail”. A questa ipotesi, si sommano le notizie secondo cui Hamas avrebbe richiamato circa 7.000 membri delle sue forze di sicurezza per riaffermare il controllo sulle aree di Gaza abbandonate dalle truppe israeliane, mentre gli analisti temono che l’accordo di pace di Trump possa essere messo a repentaglio dalla mancata restituzione da parte del Movimento islamico di resistenza dei corpi di tutti i 28 ostaggi israeliani morti in prigionia. Finora, ne hanno rilasciati solo quattro.
Hamas ammette di aver giustiziato tre uomini
Il mese scorso, Hamas ha ammesso di aver giustiziato tre uomini accusati di collaborare con Israele e il video – condiviso sui social con la didascalia ‘Hamas approfitta della tregua con Israele ed elimina gli oppositori interni, qualcuno crede in questa pace?’ – potrebbe indicare che il movimento sta tentando di riprendere il controllo attraverso la paura e la violenza. Gli abitanti di Gaza hanno dichiarato che i combattenti sono sempre più visibili, schierati lungo le rotte per la consegna degli aiuti. Fonti della sicurezza palestinese affermano che negli ultimi giorni decine di persone sono state uccise negli scontri tra combattenti di Hamas e gruppi rivali.
AdnKronos

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