
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, continua con il suo personaggio teatrale… E resta meno convincente sulle tematiche da risolvere rapidamente visto i pessimi rapporti che ha con l’Europa. Ha definito i leader europei che continuano a schierarsi con Kiev e a rifiutare un negoziato sulla crisi ucraina come “gnomi mutanti”. L’affermazione è arrivata in un’intervista rilasciata a Tass durante il Forum economico orientale. Il commento è nato da un parallelo fatto in precedenza dall’ex ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl, che aveva paragonato a “sette nani” i leader europei incontrati dal presidente Usa Donald Trump. Zakharova ha precisato che, nella fiaba, i nani aiutavano Biancaneve, la proteggevano e non minacciavano la sua vita. “Invece – ha osservato – quelli che erano presenti all’incontro con Trump erano nani di un’altra storia, parte di un sistema che è arrivato persino a spingersi verso un attentato contro il presidente americano. “Solo dall’inizio di settembre, la Russia ha utilizzato contro l’Ucraina oltre 1300 droni d’attacco, quasi 900 bombe guidate e circa 50 missili di vario tipo. Anche stanotte ci sono stati attacchi contro infrastrutture civili. Tutti i servizi necessari stanno lavorando sui luoghi colpiti. Durante la prima settimana di settembre, il nemico ha sferrato attacchi contro le regioni di Chernihiv, Kharkiv, Odessa, Kherson, Kyiv, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk, Kirovohrad, Khmelnytskyi, Zhytomyr, Volyn, Ivano-Frankivsk, Rivne e Lviv. Le esplosioni hanno fatto sentire il loro boato praticamente in tutte le regioni dell’Ucraina. Dobbiamo aumentare la pressione delle sanzioni, fornire armi all’Ucraina e garantire che simili invasioni non si ripetano in futuro. Una pace duratura richiede garanzie di sicurezza efficaci e reali. Stiamo lavorando per realizzare tutti questi elementi di una pace affidabile in futuro. Ringrazio tutti i partner che sostengono l’Ucraina e il nostro popolo”. Così sui social media il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. I militari russi presenti al momento sul territorio dell’Ucraina sono circa 700.000, secondo quanto rilevato dall’intelligence militare ucraina: lo scrive Rbc-Ukraine, che riferisce dichiarazioni di Andrii Yusov, rappresentante della Direzione Centrale dell’Intelligence del Ministero della Difesa. Secondo Yusov, la cifra include non solo le truppe regolari, ma anche le forze di supporto, i servizi segreti e la Guardia nazionale russa. “La maggior parte delle forze è concentrata nella regione di Donetsk, a indicare la principale priorità del nemico, dice Yusov, citato da Rbc. A partire dalle 18.00 locali di ieri e durante la scorsa notte i russi hanno lanciato almeno 91 fra droni d’attacco Shahed e droni-esca sul territorio ucraino, almeno 68 dei quali sono stati abbattuti o neutralizzati dalle difese antiaeree, ma almeno 18 droni hanno colpito in otto località. Lo rende noto l’aeronautica militare di Kiev su Telegram, ripresa dai media ucraini. Frammenti di droni sono inoltre caduti in diverse località. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista a Abc News, ha respinto l’offerta di Vladimir Putin di andare a Mosca per un colloquio bilaterale, invitando invece il dittatore russo ad andare a Kiev. “Lui può venire a Kiev. Io non posso andare a Mosca quando il mio paese è sotto il fuoco dei razzi, sotto attacco ogni giorno. Non posso andare nella capitale di questo terrorista”, ha detto Zelensky. “Non saranno numeri a una cifra, ma dell’ordine delle migliaia” i soldati stranieri dispiegati in Ucraina nel quadro delle garanzie di sicurezza in un eventuale accordo per una tregua o per la pace con la Russia, ha anticipato Volodymir Zelensky, nella conferenza stampa che ha tenuto con il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, precisando tuttavia che “è ancora presto per parlarne”.
L’Ucraina ha avviato in Danimarca la sua prima linea di produzione congiunta di droni e punta a sviluppare ulteriori programmi di cooperazione nel settore della difesa con altri Paesi europei. Lo scrive Kiyv Independent citando le parole del presidente Volodymyr Zelensky. La notizia arriva a due mesi dalla firma di un accordo di difesa tra Kiev e Copenaghen, il 4 luglio, che consente alle aziende ucraine di armamenti di aprire stabilimenti produttivi su suolo danese. “Stiamo sviluppando la co-produzione con i Paesi europei. La prima linea è già stata avviata in Danimarca”, ha detto Zelensky in conferenza stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Presidente Zelensky, anche gli ucraini del sud che si battono con i russi sono ucraini. Cosa pensa di loro come soldati?
Giuseppe Basilico

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