
Mercoledì gli indici a Wall Street hanno chiuso positivi con il solo Dow Jones a -0.02%, mentre l’S&P500 ha chiuso con un +0.47%, nuovo massimo storico. Infine il Nasdaq ha chiuso a +0.94%. La forza dei mercati azionari dipende dal sentiment positivo degli investitori verso la possibilità che la Fed tagli il costo del denaro già a luglio, in ragione di dati in calo anche se tutto sommato resilienti, e di speranze verso una conclusione positiva dei colloqui commerciali, tra gli Usa e i principali partners, Cina e Europa in testa. Il Presidente Trump ha annunciato un accordo commerciale che applicherà al Vietnam un dazio del 20% anziché del 46% previsto per il “Giorno della Liberazione”. Tuttavia, le notizie di negoziati bloccati con il Giappone e di un accordo in sospeso con l’UE hanno mantenuto l’incertezza in vista del ripristino, in assenza di ulteriori accordi, dei dazi draconiani la prossima settimana. Nel frattempo, i dati dell’ADP hanno mostrato un calo inaspettato dei posti di lavoro nel settore privato, a ulteriore conferma di un mercato del lavoro in flessione in vista del rapporto sull’occupazione di domani. Sul fronte fiscale, i mercati attendono la decisione della Camera dei Rappresentanti sul disegno di legge di spesa approvato dal Senato, che causerebbe un aumento del debito pubblico di circa 3,3 trilioni di dollari. Il settore tecnologico si è ripreso dal crollo di ieri, mentre Microsoft è rimasta invariata dopo aver annunciato un taglio di 9.000 posti di lavoro. A loro volta, Nike e Lululemon hanno registrato un’impennata dopo che sono stati evitati dazi doganali più elevati sul Vietnam.
VALUTE.
Sui cambi, a parte il ribasso della sterlina, legato ai conflitti all’interno del partito laburista, il mercato ha visto qualche oscillazione, ma sempre all’interno dei range delle ultime settimane, con l’EurUsd che rimane a ridosso di 1.1800 e corregge limitatamente, mentre il Cable è sceso a 1.3560 per poi tornare a 1.3630. EurGbp che è salita fino a 0.8670 per poi fermarsi e chiudere a 0.8650. UsdJpy stabile in area 143.50 144.20 mentre le oceaniche rimangono strutturalmente deboli. Poche novità anche sui cross mentre rimane fortissimo il Chf contro tute le principali valute. La tendenza dovrebbe rimanere quella attuale anche nelle prossime sedute, in attesa che arrivino i fatidici giorni delle scadenze dei dazi.
ADP IN CALO.
Le imprese private negli Stati Uniti hanno perso 33.000 posti di lavoro a giugno 2025, il primo calo da marzo 2023, rispetto alle 29.000 unità di maggio, riviste al ribasso, e ben al di sotto delle previsioni di un aumento dell’occupazione di 95.000 unità. Il settore dei servizi ha perso 66.000 posti di lavoro. D’altro canto, si sono verificati aumenti di posti di lavoro nei settori del tempo libero, ospitalità, commercio, trasporti e servizi pubblici. Anche il settore della produzione di beni ha creato 32.000 posti di lavoro. Nel frattempo, la crescita salariale annua per chi ha mantenuto il lavoro è scesa al 4,4% a giugno, dal 4,5% di maggio. La crescita salariale per chi ha cambiato lavoro è stata del 6,8% a giugno, in leggero calo rispetto al 7%. Tuttavia, il rallentamento delle assunzioni non ha ancora compromesso la crescita salariale”, ha affermato la Dott.ssa Nela Richardson, capo economista di ADP.
SALGONO I RENDIMENTI IN UK.
Il rendimento del Gilt decennale è balzato di oltre 20 punti base, superando il 4,66% mercoledì, dopo aver toccato i minimi degli ultimi sei mesi nella sessione precedente. La ragione è da ricercare nei conflitti interni al Partito Laburista britannico in carica, che hanno messo a dura prova la fiducia nel debito britannico. Il Primo Ministro Keir Starmer si è astenuto dal sostenere l’entrata in carica della Cancelliera Rachel Reeves, in seguito ai dubbi emersi sulla riforma del welfare del governo. I dubbi sulla permanenza della Reeves come Cancelliere dello Scacchiere britannico hanno innescato un crollo dei Gilt a lunga scadenza, nel contesto dell’incertezza fiscale, e hanno spinto gli operatori a ridurre le scommesse sui tagli dei tassi in questo trimestre. Sterlina che ha perso 200 pips in poche ore per poi correggere parzialmente in serata. Questo è avvenuto poco dopo che il Governatore della Banca d’Inghilterra ha osservato che la direzione dei tassi di interesse è “al ribasso” e che la restrizione si attenuerà verso una posizione “più neutrale” nel tempo.
DISOCCUPAZIONE UE.
Il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro è salito al 6,3% a maggio 2025, dal minimo storico del 6,2% di aprile, superando le aspettative di mercato del 6,2%. Il numero di disoccupati è aumentato di 54.000 unità rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 10,830 milioni. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione giovanile, che riflette la popolazione sotto i 25 anni in cerca di occupazione, è salito al 14,4%, rispetto al 14,4% del mese precedente, rivisto al ribasso. Tra le maggiori economie dell’area, Germania (3,7%) e Paesi Bassi (3,8%) hanno registrato i tassi di disoccupazione più bassi, mentre Spagna (10,8%), Francia (7,1%) e Italia (6,5%) hanno continuato a registrare livelli più elevati.
PMI CINA.
L’indice Caixin China General Services PMI è sceso a 50,6 a giugno 2025, in calo rispetto al 51,1 di maggio e al di sotto delle previsioni di mercato di 51,0. L’ultima rilevazione ha segnato l’espansione più debole nel settore dei servizi da settembre 2024, con un rallentamento della crescita dei nuovi ordini e un calo delle vendite all’estero maggiore da dicembre 2022, in un contesto globale debole. La Cina rimane quindi al palo, spingendo le valute oceaniche al ribasso, incapaci per il momento di recuperare terreno rispetto alle valute concorrenti. Nel frattempo, il sentiment delle imprese è migliorato per il secondo mese consecutivo, grazie alle speranze di migliori condizioni economiche e di un aumento delle vendite, ma è rimasto ben al di sotto della media di lungo periodo.
AUSTRALIA, BILANCIA COMMERCIALE.
Il surplus commerciale australiano di beni si è ridotto a 2,24 miliardi di dollari australiani a maggio 2025, in netto calo rispetto ai 4,86 miliardi di dollari australiani di aprile, rivisti al ribasso, e ben al di sotto delle aspettative di mercato di 5,0 miliardi di dollari australiani. Si è trattato del surplus commerciale più basso da agosto 2020, con le esportazioni in calo e le importazioni in aumento. Le esportazioni sono diminuite del 2,7% su base mensile, raggiungendo il minimo trimestrale di 42,40 miliardi di dollari australiani, dopo un calo dell’1,7% rivisto al ribasso ad aprile. Il calo è stato in parte determinato da un calo del 5,5% delle spedizioni verso gli Stati Uniti, influenzato dai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Al contrario, le esportazioni verso la Cina, il principale partner commerciale dell’Australia, sono aumentate dell’1,9%. Nel frattempo, le importazioni sono aumentate del 3,8%, raggiungendo il livello record di 40,16 miliardi di dollari australiani, accelerando rispetto all’aumento rivisto al rialzo dell’1,6% di aprile, trainato principalmente da una domanda più forte di beni strumentali. Buona giornata.
Saverio Berlinzani

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