
Israele “ha contestato il permesso di consegnare carburante” nella zona nord di Gaza, provocando il blocco di molti servizi, tra cui quelli ospedalieri. Lo riporta l’Onu. “Il rifiuto – ha spiegato il portavoce nel corso dell’incontro con i media – arriva dopo che ieri era stato consentito all’Organizzazione mondiale della sanita’ di consegnare il diesel rimanente all’ospedale Al Shifa di Gaza City, per evitarne la chiusura totale”.
La struttura ospedaliera risulta priva di risorse, i letti sono pieni e i pazienti, ha aggiunto il portavoce, “vengono curati sul pavimento”. “Se le scorte di carburante – ha continuato – non verranno rifornite immediatamente, Gaza potrebbe affrontare un blackout totale delle comunicazioni, ostacolando gravemente l’accesso e il coordinamento umanitario”.
I francesi Cécile Kohler e Jacques Paris, detenuti in Iran da più di tre anni, sono stati accusati di “spionaggio per il Mossad”, il servizio segreto israeliano, di “complotto per rovesciare il regime” e “corruzione sul territorio”, hanno dichiarato all’AFP una fonte diplomatica occidentale e l’entourage dei detenuti. “Siamo stati informati di queste accuse”, ha detto la fonte diplomatica occidentale, aggiungendo che le accuse sono “infondate”. “Sappiamo solo che hanno visto un giudice che ha confermato le tre accuse”, ha detto la sorella di Cécile Kohler. Gli attacchi americani ai siti nucleari hanno ritardato il programma nucleare iraniano fino a due anni. Lo afferma il Pentagono. “Abbiamo ritardato il loro programma di almeno uno o due anni: lo confermano le valutazioni dell’intelligence all’interno del Dipartimento della Difesa”, ha detto il portavoce del Pentagono Sean Parnell. “Pensiamo a tempi più vicini ai due anni”, ha aggiunto riferendosi ai bombardamenti americani contro tre siti nucleari iraniani. Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica israeliana Kan, Israele sta conducendo colloqui diplomatici segreti con la Russia riguardanti sia l’Iran che la Siria. Secondo la rete, i colloqui sono iniziati circa una settimana dopo la fine della guerra tra Israele e Iran con un cessate il fuoco martedì scorso, e i funzionari israeliani vedono in Mosca un possibile canale per la de-escalation in Siria, con la quale sono in corso colloqui per un possibile accordo di pace, e in Iran.
Parallelamente, Israele sta lavorando alla stesura di un quadro normativo con gli Stati Uniti sulla questione nucleare iraniana, simile agli accordi raggiunti con Washington in merito al cessate il fuoco tra Israele e il Libano nel novembre dello scorso anno, aggiunge il rapporto. La sospensione della cooperazione da parte dell’Iran con l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), “è inaccettabile”. Lo ha dichiarato Tammy Bruce, responsabile del Dipartimento di Stato americano, aggiungendo che Teheran sospende la cooperazione con l’Aiea “in un momento in cui ha l’opportunità di invertire la rotta e scegliere un percorso di pace e prosperità”. “Fiducia e attesa per un accordo di cessate il fuoco. È disperatamente necessario e atteso da tempo”. Lo scrive in un post sul social X il direttore generale dell’Unrwa , l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini. “La popolazione di Gaza è allo stremo dopo quasi 660 giorni di guerra, sfollamenti, bombardamenti e assedio”, ha aggiunto, “è fondamentale raggiungere un accordo. È necessario porre fine alla fame e liberare gli ostaggi. È necessario riprendere senza interruzioni e in modo sicuro gli aiuti umanitari su larga scala, condotti con dignità e nel rispetto dei principi, nell’ambito dei meccanismi delle Nazioni Unite, compresa l’Unrwa, la più grande agenzia umanitaria”. Mine navali per bloccare lo stretto sul Golfo Persico da dove passa circa un quinto delle esportazioni globali di petrolio e gas. È questo il piano che l’Iran aveva architettato come risposta agli attacchi di Israele che hanno colpito il territorio della Repubblica islamica nella “guerra dei 12 giorni”. Lo ha rivelato un rapporto dell’intelligence di Washington che è stato menzionato da due funzionari degli Stati Uniti in un articolo della Reuters.
I servizi segreti americani potrebbero avere raccolto queste informazioni tramite immagini satellitari e fonti clandestine sul campo, sottolinea l’agenzia, mentre i funzionari americani hanno preferito non rivelare la loro identità. Guai a illudersi, come don Chisciotte, di ottenere qualcosa facendo l’eroe.
Giuseppe Basilico

Il quadro tracciato da Giuseppe Basilico evidenzia una gestione del conflitto che sembra ignorare deliberatamente la crisi umanitaria in atto, soprattutto nei confronti della popolazione civile di Gaza :-(