
Restaurato lo storico Castello di Buti. Luogo di arte, cultura, tradizione ma anche volano per il turismo
Buti, il Comune più a nord della provincia di Pisa, per la sua posizione strategica ai piedi del Monte Serra, nel Medioevo è stato più volte conteso fra Pisa, Lucca e Firenze. Possedeva ben otto baluardi che lo presidiavano e che furono demoliti nei vari assedi (un nome per tutti: Castell’Arso, distrutto da Castruccio Castracani). Oggi resta solo quello che viene chiamato il Castello per antonomasia, il cui restauro arricchisce il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico del territorio.
Infatti, il Castello di Buti ha finalmente riaperto le sue porte. La torre neogotica, che con la sua particolare posizione padroneggia la vallata di Buti, è finalmente visitabile e accessibile. Il castello, così come lo vediamo, è stato costruito fra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 come ampliamento del già esistente palazzo seicentesco.
In epoca medievale esisteva sicuramente una fortificazione nella stessa zona, di cui oggi però non restano tracce.
Intervenendo alla cerimonia d’inaugurazione dei locali restaurati del Castello, che è di proprietà del Comune, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha dichiarato:
“Con l’inaugurazione di oggi la Toscana riscopre un pezzo della sua storia e offre ai suoi cittadini e ai visitatori un altro cimelio straordinario da conoscere e ammirare. Come Regione siamo davvero soddisfatti per aver contribuito concretamente a questo restauro.”
“Voglio ringraziare la Regione – ha detto la sindaca Arianna Buti – che ha creduto in Buti e nella sua rigenerazione con un investimento economico non indifferente. Oggi abbiamo la possibilità di restituire ai cittadini e ai turisti un gioiello che desterà meraviglia.”
L’inaugurazione ha riguardato il primo lotto dei lavori, che comprende l’area della torre neogotica, all’interno della quale sono stati collocati, tra l’altro, un percorso museale e di conoscenza del territorio, un punto conferenze, uno spazio espositivo per mostre e laboratori.
Ne abbiamo parlato con Matteo Parenti, assessore alla Cultura del Comune di Buti, che ha anche la delega specifica per il “Progetto speciale Castello”.
Come si è riusciti a varare questo importante restauro?
Grazie a vari contributi da parte della Regione Toscana, della Fondazione Pisa e a risorse proprie del Comune di Buti, è stato possibile ristrutturare questa prima parte ed avere una buona base di partenza per i lavori che, dal 2026, interesseranno anche il secondo lotto. I lavori si sono svolti in due momenti. Inizialmente è stato necessario consolidare l’intera struttura, che presentava delle severe criticità statiche. Successivamente è stato possibile restaurare e arredare i vari ambienti secondo un preciso progetto che, insieme ai progettisti, abbiamo studiato appositamente.
Quali i progetti di utilizzazione di questi spazi “ritrovati”?
L’idea alla base è stata quella di creare un luogo in cui la cultura e le tradizioni del nostro paese si possano fondere a esperienze che provengono da un bacino molto più vasto. Da una parte, lo scopo è quello di diffondere la nostra storia e le nostre tradizioni; dall’altro, quello di portare sul territorio esperienze culturali diverse. Per fare questo abbiamo realizzato un primo ambiente, posto a livello zero del palazzo, in cui è presente una sala per incontri, piccoli convegni o altre attività similari. A fare da cornice a questo spazio vi sono installazioni che riguardano la storia del castello. Ai piani superiori vi sono due aree distinte. La prima area comprende quattro ambienti in cui saranno organizzate mostre temporanee di artisti locali o di altra provenienza. Nella seconda area vi è invece una mostra permanente su tre tematiche importanti per il paese di Buti, ovvero l’olio, il Palio e il Maggio.
Aiuterà i visitatori anche un’installazione multimediale, vero?
A fare da cornice a tutto questo, vi è una sala immersiva che ricrea uno scenario multimediale finalizzato a far vivere, attraverso un’emozione sensoriale, le peculiarità del nostro paese.
Come si integra il Castello nel contesto di Buti?
Sulla sommità della torre vi è una grande terrazza con un bellissimo panorama sulla vallata di Buti. Grazie alla sua riapertura, il Castello di Buti non sarà solo un luogo di arte, cultura e tradizione, ma un vero e proprio volano per il turismo sul nostro territorio.
Gabriele Parenti
Foto di Filippo Parducci



Lascia un commento