Una cosa potremmo fare da subito: evitare di scaricarci la cattiva coscienza candidando a cariche elettive i parenti delle vittime invendicate.

Però una cosa potremmo fare da subito: evitare di scaricarci la cattiva coscienza candidando a cariche elettive i parenti delle vittime invendicate: non so se si faccia così in altri paesi, a me sembra un abuso nei confronti della vittima: so che non troveremo mai chi ti ha ammazzato, in compenso mandiamo in parlamento tua moglie o tua sorella, così copriamo anche un po’ di pari opportunità, che non si sa mai come fare, ci mettiamo la coscienza a posto e tiriamo anche voti.
Faccio 3 esempi che mi sono rimasti indigesti:
-non credo, per quel che si sa delle idee di Borsellino, che sarebbe stato molto contento che in conseguenza della sua morte la sorella diventasse europarlamentare del PD . E non credo che questa degna persona sarebbe mai potuta essere un buon presidente di regione Sicilia, o sindaco di Palermo, nidi di serpenti che richiedono un’esperienza amministrativa e non solo. Tanto meno un “simbolo” deve prestarsi alle risse interne del PD
-non ricordo esattamente, ma mi sembra che la moglie del consigliere regionale calabrese della Margherita, diventata precipitosamente deputata, avesse un padre e forse un fratello non troppo lontani dai mandanti dell’omicidio
-quanto alla mamma di Giuliani, diventata deputata (di rifondazione?), mi pare di ricordare che avesse sbattuto fuori di casa il figlio drogato e con qualche problema caratteriale, quando forse non aveva neanche 18 anni.
E piantarla con questa retorica a buon mercato?

Lascia un commento