
“Presidente Putin, ma soprattutto, quanto è irriducibile l’ostilità che brucia tra la Cina e l’Unione Sovietica, che cosa intendono i cinesi quando parlano di inevitabilità delle guerra, la Terza guerra mondiale?” Il ministero della Difesa russo ha detto che le unità di difesa aerea hanno distrutto 13 droni ucraini nello spazio di 30 minuti nella tarda serata di venerdì. Una dichiarazione del ministero su Telegram ha detto che tra le 22.00 e le 22.30, nove droni sono stati distrutti nella regione di Rostov, al confine orientale dell’Ucraina, e quattro nella regione di Kursk, al confine settentrionale dell’Ucraina. L’incontro, come confermato dal Cremlino a corredo della foto con la stretta di mano iniziale fra Putin e Witkoff, nella nota di annuncio, e’ stato dedicato “alla risoluzione della crisi Ucraina”. Secondo fonti citate dalla Reuters e riportate dalla Tass, prima dell’incontro Witkoff avrebbe detto a Trump che il “modo più veloce” per raggiungere un cessate il fuoco in Ucraina sarebbe riconoscere lo status delle quattro regioni occupate – Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporozhya – come appartenenti alla Russia. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito, citando due funzionari americani e cinque persone a conoscenza della situazione. La bozza di accordo fra Stati Uniti e Ucraina sullo sfruttamento delle terre rare prevede che Washington possa reclamare il ricavato di ogni singolo progetto fino a ripagare la somma degli aiuti ricevuti nel corso del conflitto, oltre a un interesse del 4%: è quanto riporta il quotidiano statunitense The New York. E’ durato oltre quattro ore l’incontro fra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff. Lo rende noto l’AGI riferendo come fonti le agenzie russe che avrebbero dato notizia della fine del colloqui.
“Siamo convinti che l’Ue dovrebbe parlare con la Cina con una sola voce. Constatiamo che un numero significativo di grandi Paesi europei ha contatti riservati diretti con la Cina: questo va a scapito dei Paesi più piccoli”. Lo ha affermato il presidente lituano, Gitanas Nauseda. “Non intendo dire che comunicare, commerciare, avere relazioni commerciali con la Cina sia un male, ma dobbiamo prima formulare una posizione comune a livello comunitario – ha aggiunto Nauseda -.
La visita a San Pietroburgo dell’inviato speciale dell’ Amministrazione Trump, Steven Witkoff, costituisce un altro passo verso un accordo di pace in Ucraina: lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.”Posso confermare che Witkoff è in Russia per comunicare direttamente con il Cremlino e con Vladimir Putin. Questo è un altro passo avanti nel processo negoziale verso un cessate il fuoco e un accordo di pace definitivo tra Russia e Ucraina”, ha detto nel briefing con la stampa. Il presidente Donald Trump tuttavia, ha aggiunto Leavitt, sarebbe “frustrato con entrambe le parti” del conflitto in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe avere una conversazione telefonica con il presidente americano Donald Trump al termine dell’incontro con l’inviato speciale di Trump, Steven Witkoff. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “Teoricamente sì”, ha detto Peskov rispondendo alla domanda se fosse possibile una conversazione telefonica tra Putin e Trump al termine dell’incontro con Witkoff. Il vice capogruppo parlamentare della Cdu, Johann Wadephul, indicato come possibile prossimo ministro degli Esteri nel futuro governo tedesco, ha incontrato a Parigi il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot. Come riporta la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), durante l’incontro al Quai d’Orsay durato circa un’ora e mezzo sono stati delineati gli ambiti in cui intensificare la cooperazione tra Francia e Germania. Wadephul ha affrontato tra gli altri anche il tema della guerra in Ucraina, ribadendo che il sostegno all’esercito di Kiev continuerà a essere una priorità. Il presidente statunitense, Donald Trump, potrebbe imporre ulteriori sanzioni alla Russia se un accordo sul cessate il fuoco in Ucraina non sarà raggiunto entro la fine di aprile. Lo riporta Axios, citando fonti a conoscenza dei piani della presidenza. L’Unione europea sta valutando una serie di piani per superare il veto che l’Ungheria di Viktor Orban potrebbe opporre al rinnovo delle sanzioni europee nei confronti della Russia, quando andranno in scadenza a luglio. La prima opzione riguarda un regime di sanzioni che da europeo diventerebbe applicato in maniera coordinata dai singoli Stati membri. “Ovviamente preferiremmo delle sanzioni a livello europeo, perché mandano un segnale più forte. Ma le sanzioni europee devono essere approvate all’unanimità”, sostiene una fonte diplomatica, che si dice “pronta a considerare” l’opzione di passare a sanzioni nazionali. Tremendo. Deludente e tremendo.
Giuseppe Basilico

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