
Mentre l’uomo comune – che sia uno sportivo di successo, un imprenditore affermato, un artista o un professionista – è giustamente orgoglioso di esibire il proprio status conquistato con tenacia e sudore, il re nasce re, vive da re e muore da re. Non sente il bisogno di ostentare la corona né i privilegi che essa comporta. Si muove e parla con naturalezza, viaggia e si veste con disinvoltura, perché possiede quello charme innato che rapisce l’immaginazione della gente comune. Gente che, anche se si è fatta la doccia e ha acquistato per l’occasione un abito firmato, finisce comunque per sembrare un po’ goffa e impacciata alla sua presenza. È un po’ quello che è accaduto l’altro giorno a Camere riunite, quando re Carlo III è stato ricevuto dai Presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Entrambi sono apparsi inadeguati, come se si fossero spruzzati troppa acqua di colonia per l’occasione, e i parlamentari presenti sembravano impegnati in una gara a chi riuscisse a farsi notare di più dal sovrano. Re Carlo, da parte sua, per educazione ereditaria sembra guardare e sorridere a tutti, ma in realtà non guarda e non parla con nessuno: viaggia nei suoi pensieri. Dispensa con generosità quell’aura di sacralità che ci fa sentire, improvvisamente, tutti soddisfatti e sereni, anche se magari non mangiamo da giorni. La sua sola presenza ci appaga, ci fa abbassare il capo e stringere il cappello tra le mani, dimenticando all’istante le rimostranze che avevamo preparato – fame, tasse e tutto il resto. Ma sì, il re è il re. Viaggia su un aereo che è la metà della metà dell’Air Force One; se non fosse per la bandiera e per la scaletta col tappeto rosso porpora, sembrerebbe atterrato da un volo low cost proveniente da una meta imprecisata. Quando scende, saluta con la consueta mano in tasca, gesto che gli conferisce quell’aria regale che, se adottato dal neo rieletto segretario della Lega, Matteo Salvini, susciterebbe una valanga di critiche. Anche se, va detto, il nostro ministro dei Trasporti le meriterebbe comunque. Certo, non quanto il suo predecessore Danilo Toninelli, noto esponente del Movimento 5 Stelle che, insieme a Gigino Di Maio, ricordiamolo, sconfisse la povertà. Tornando al punto, mi sono sempre chiesto se durante la gravidanza le madri dei re seguano una ginnastica particolare per insegnare agli eredi a camminare impettiti come se fossero perennemente in parata, e se i ginecologi che assistono alla loro nascita si inchinino già nel momento in cui li aiutano a venire al mondo. Ma sono solo curiosità, figlie di una sana e umana brama di sapere. Chiudo questo mio sconclusionato reportage con un gioco di parole: l’unica cosa che mi è dispiaciuta, durante l’incontro con il re, è stata vedere in maggiore difficoltà il povero Ignazio La Russa, mentre Lorenzo Fontana appariva, tutto sommato, più a suo agio…anche se, lo capisco, resistere al fascino del re non è affatto facile.
Angelo Santoro
(da Avanti Online)

Lascia un commento