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Riapriamo i manicomi

Franco Basaglia dall’alto dell’ Eden o ovunque sia, sono certo che sta pensando alla riapertura dei manicomi.

di Fiorenzo Da Ros | 7 Aprile 2025
Gorizia 1968 – Ospedale Psichiatrico Provinciale – Interno – Corridoio – Basaglia – Paziente (Wikimedia Commons)

Franco Basaglia dall’alto dell’ Eden o ovunque sia, sono certo che sta pensando alla riapertura dei manicomi.

Partiamo da noi Europa, anche se ora più che mai è un’entità inesistente.

Una mamma di sei figli, come Ursula von der Leyen, si getta a capofitto su un riarmo da 800 miliardi, disarticolato e senza alcuna base di coordinamento, pensando a guerre e alla leva obbligatoria, abolita da San Silvio tanti anni fa. Chissà se i suoi figli li manderebbe al fronte o se, come i figli dei ricchi Russi e Ucraini, li manderebbe a fare festa e affari tra le colline del Prosecco e le rive del lago di Como, armati di Porsche, Bentley, Lamborghini e belle figliole. Lì, al fronte che si vuole rafforzare, ci sono solo  poveracci schiavizzati. 

Crosetto approva, la Germania torna potenza e aggiunge miliardi ai miliardi e speriamo che Dio ce la mandi buona e non arrivi un altro criminale cattura cervelli, perché ora con i social è ancora più semplice e rapido imbambolare psichi poco stabili e riproporre per 100 disastri già visti.

Questa mamma e i nostri menestrelli si tengono in casa autarchie alla Orban e alla Erdogan, senza il coraggio di mandarli letteralmente a quel paese, con un “fuori, non vi vogliamo” e a naso mi pare ci sia l’atmosfera e la voglia di concepirne altre, non ultimo qui a casa nostra.

Non dimentichiamo il guerrigliero Macron che vuole tutti in prima linea a Kiev, ma lui si è già prenotato un posto giustificato nelle retrovie, perché lo spostamento d’aria che segue lo scoppio delle bombe potrebbe far volare il suo toupet e mostrare al mondo la sua pelata.

Giorgia e Matteo, ma un po’ tutti gli altri, esclusa la solita Schlein regina dell’urlo muto che nessuno sente, tengono i piedi su due scarpe, dicono tutto ed il contrario di tutto. La giuria del prestigioso concorso Ponzio Pilato ha grandi difficoltà nell’assegnare il favoloso premio.

Elon, amico dell’una e dell’altro, dimostrazione vivente che il successo a volte è legato solamente alla c di culo, in questo caso maiuscola, si presenta al congresso della Lega e parla di prossimi massacri in Europa. Sa qualcosa che noi non  sappiamo. I suoi satelliti presenti come zanzare sopra le nostre teste vedono qualcosa che noi non vediamo? No, si tratta di creare un nemico, il dividi et impera che funziona da oltre 2300 anni messo nero su bianco da Federico II il Macedone. Naturalmente se il nemico è un poveretto inerme armato di pulci e pellagra è tutto più facile, come vigliaccheria comanda.

Vediamo  un signore, chiamato ufficialmente a rispondere di crimini contro l’umanità, che continua a bombardare Hamas (e qui sarebbe un opera pia a detta degli stessi abitanti di Gaza) però assieme a donne, bambini, vecchi, scuole, ospedali, acquedotti senza alcuna distinzione. Peggio che disumano, non c’è termine mirato nel vocabolario per descriverlo, ma armato a suon di miliardi e  accolto come un eroe alla faccia del mandato di cattura internazionale.

Poi abbiamo lo Zar, anche lui punta i suoi missili ovunque, la convenzione di Ginevra sta nei cessi di qualche stazione persa sulla steppa siberiana dove non arriva la carta igienica. Dico, parliamoci con questo signore della morte, proviamo a trovare un compromesso. Figurati, lo stuzzichiamo, parliamo di obbligare i nostri ragazzi a combattere contro altri ragazzi obbligati a loro volta a combattere. Follia su follia.

Queste sono le poche cose dette dai telegiornali, ma ce ne sono 57, un terzo del mondo,  in essere ed in costante crescita.

Arriva poi il biondone, il mio preferito, che trasforma tutto in mercato. Molto più dignitosi i venditori di piatti napoletani dei vecchi mercati rionali, lo facevano per dare il pane alla famiglia. 

Qui invece se sei un coglione e hai 5 milioni di dollari ti consegnano una gold card e diventi cittadino americano, se invece sei un povero sudamericano arrivato con il miraggio del sogno americano e hai un paio di pericolosi tatuaggi ti ammanettano, ti rasano a zero e ti ingabbiano come oramai nel mondo civile nemmeno più gli animali.

Le guerre si trattano al baratto: tu mi dai le terre rare e io convinco il mio amico bombarolo a non annientare il tuo paese. Poi che questo non sia un paese di santi l’ho detto il giorno successivo all’inizio di una guerra che era già iniziata nel silenzio da almeno 5 anni.

Ho vissuto lì per lavoro parecchi mesi, trattato con persone ai massimi livelli, erano russi, non c’era una sola scritta in Ucraino, l’autonomia di quelle regioni, già stabilità dall’ONU, doveva essere data. Questa la verità. Ora saranno Russia, puoi mettere anche 8000 miliardi, cara Ursula. Bisognava trattare subito, anzichè gonfiare il petto senza attivare il cervello. Ora bisogna trattare subito, oggi.

Ma torniamo al commerciante: ha messo i dazi, suggeriti da chissà quale genio dell’economia. Un sostanziale suicidio. La Cina (altro che parliamo, lecchiamogli quello che ama di più…..)  ha alzato i suoi dazi al 34% e l’elettronica americana, con marchi iconici fabbricati con componentistica cinese, costerà talmente tanto che potrebbe perdere il 30% del mercato mondiale a favore dei prodotti Cinesi e Coreani, Amazon dovrà spostare gli acquisti di questi prodotti in altri paesi con nuove società. Che intelligenza….

E’ riuscito ad applicare i dazi al Lesotho, dove si fabbricano i jeans americani, anziché prendere a frustate gli imprenditori americani che per mera speculazione fanno fare questi lavori di cucitura ai “poveri neri” di quel paese, pagati pochi centesimi l’ora. Togliere un misero tozzo di pane dalla bocca di chi non ha di che mangiare è disumano, deplorevole, disonorevole.

Come si vede Basaglia dall’aldilà ha molto da pensare: riapro i manicomi prima che scoppi la terza guerra mondiale? Dove li posiziono?

Fiorenzo Da Ros 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, cina, europa, germania, guerra mondiale, la germania, lavoro, lega, mercati, mercato, mondo, nero su bianco, ospedale psichiatrico, persone

Info Fiorenzo Da Ros

Fiorenzo Da Ros, manager, amministratore delegato di aziende internazionali, cofondatore di Interbau Rete di Impresa, esperto di appalti pubblici italiani ed esteri. Appassionato di ambiente ha promosso i primi impianti fotovoltaici LED sin dal 2004. Nel tempo libero coltiva la passione politica (socialista da sempre e per sempre), per la scrittura ironica e per il nuoto.

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