
Anche ieri Meloni ha pensato bene di regalarci l’ennesimo comizio che degenera nella popolana sfuriata quotidiana.
Ieri, l’oggetto di tanta irruente arte oratoria da mercato rionale è stata l’Unione Europea e ovviamente l’opposizione che -ca va sans dire- è responsabile di ogni male e turpitudine e nefandezza.
A noi non dispiacciono affatto il lessico, la mimica e neppure la musicalità del linguaggio popolare, quando non sfocia nella volgarità.
È invece stucchevole e riprovevole che esso venga strumentalizzato da parte di una delle massime cariche della Repubblica per acquisire consensi e compiacere settori dell’elettorato al solo scopo di nascondere l’assenza totale di proposte e di programmi.
Se infatti è giusto criticare le politiche di austerità della BCE sarebbe doveroso, per chi ha responsabilità di governo, non fermarsi alla denuncia ma avanzare soluzioni e prendere iniziative contro le speculazioni sui prezzi, i profitti esosi e ingiustificati, la riduzione del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni; caso quest’ultimo dove l’Italia “fa specie” (direbbe Meloni) rispetto a tutto il resto dell’Europa.
A me sembra che anche l’opposizione dovrebbe svegliarsi su questi temi facendo della lotta all’inflazione una sua bandiera, con forti contenuti di redistribuzione della ricchezza a favore del lavoro e dei ceti medi e popolari.
Meloni ha poi aggiunto che si assume lei la responsabilità di rinviare ancora una voltare la decisione sul MES, il fondo salva stati istituiti dalla UE, a cui hanno già aderito tutti i paesi europei meno l’Italia.
Anche in questo caso, per usare il lessico meloniano, siamo ancora noi italiani a ”fare specie”.
Infatti, aderire al fondo non significa, se si hanno dubbi sulla sua validità, decidere che si deve per forza usarlo; basta non aumentare il debito pubblico oltre ogni ragionevole misura e basta non seccare le casse dello Stato con sanatorie per gli evasori e sconti fiscali alle categorie più benestanti.
La verità è che Meloni non riesce ad uscire dalla sua ideologia, dal repertorio nazionalista e populista che, anche per responsabilità della sinistra, le ha fatto vincere le elezioni.
Così, di fronte alla prima difficoltà si ripresenta come se ancora fosse all’opposizione e non alla guida di una importante nazione.
In questo modo è sicuro che l’Italia perde, giorno dopo giorno, credibilità e si avvia alla rovina.
Enrico Rossi

“””Se infatti è giusto criticare le politiche di austerità della BCE sarebbe doveroso, per chi ha responsabilità di governo, non fermarsi alla denuncia ma avanzare soluzioni e prendere iniziative”””.
Pensiero Libero:
In questa fase transitoria, il “temporeggiare” può essere ancor più vincente rispetto alle plurime tattiche enunciative del passato, che tanto effettivo danno hanno provocato all’italietta per le super note carenze di dispersione politico-amministrativa.