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Si deve continuare ad aiutare militarmente l’Ucraina. Una mezza vittoria di Kiev sarebbe insignificante

Il paradosso: sono piu’ “stanchi” della guerra gli alleati degli ucraini che vivono sotto una pioggia di missili, droni senza luce e acqua.

di N. Fratello | 13 Febbraio 2023
President.gov.ua, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Dopo quasi un anno di guerra in una situazione di stallo, Zelensky di persona va al Congresso USA, alla Camera dei Comuni ed al Parlamento europeo per rinnovare le sue richieste di aiuti militari ed economici. Le armi richieste sono sempre piu’ sofisticate, dopo i carri armati si parla di aerei e batterie di missili.

La risposta dell’Occidente non e’ univoca. Gli stati baltici (ex URSS) e la Polonia sono piu’ determinati mentre tra gli altri alleati in misura diversa, si insinuano dubbi che riflettono il disagio della gente alle prese con l’inflazione provocata dalla guerra.

Lo scopo e speranza di Putin e’ proprio questa : una frantumazione degli alleati. 

Esiste un’alternativa alla guerra? In teoria si’ perche’ in ogni guerra tra due stati sovrani ad un certo punto si prende atto della situazione militare sul campo e si conclude un trattato di pace con una parte che fa concessioni all’altra e poi si volta pagina,

Ma nel caso di questa guerra la trattativa di pace e’ impossibile perche’ Putin ha dichiarato pubblicamente e piu’ volte che l’Ucraina deve tornare ad essere una semplice regione della grande Russia, L’Ucraina come stato  non esiste per il presidente russo.

Tra i Paesi piu’ traballanti nell’appoggio incondizionato all’Ucraina naturalmente c’e’ l’Italia per un insieme di ragioni e fattori, di cui la piu’ importante e’ su come e’ informata e si forma l’opinione pubblica.

Significativo ed emblematico quello che e’ successo al Festival di Sanremo con la sostanziale censura del discorso di Zelesky.

La RAI dopo la quasi scomparsa dei giornali, ha un ruolo decisivo nell’informazione pubblica che e’ composta dal raccontare i fatti (cronaca) ed un’analisi obbiettiva degli stessi. Purtroppo le analisi sono rischiose perche’ si scontenta sempre qualcuno ed allora la RAI appalta questo ruolo a rappresentanti delle parti di una questione. Praticamente la RAI e’ una valletta che regge il microfono a chi dibatte di politica, economia, ect con il risultato di avere due mezze o parziali verita’. Se uno sostiene che la terra e’ tonda si deve dare lo stesso spazio a chi dice che e’ piatta o perlomeno ovale. Lo stesso per i vaccini, pro o contro sullo stesso piano.

E cosi’ Zelesky non puo’ parlare di guerra al pubblico del Festival  senza che sia dato lo stesso spazio ai sostenitori della pace.

Ma e’ dall’inizio della guerra che in Italia c’e’ stata una manipolazione, per lo piu’ involontaria ed in buona fede, dell’opinione pubblica formatasi ai talk-shows dove imperano i tuttologi. Per loro la politica internazionale e’ una scacchiera dove grandi entita’ muovono le loro inconsapevoli pedine. E’ una forma mentale forgiata da secoli della nostra storia quando i destini dei popoli venivano decisi nei grandi congressi come quelli di Vienna, Versailles, Yalta e questo e’ stato vero fino alla fine della Guerra Fredda.

Oggi i grandi eventi nascono dal basso quando il popolo si ribella ad uno status quo insopportabile, com’e’ stato con il crollo del muro di Berlino o la primavera araba del 2011.

Ed e’ quello che e’ successo con l’Ucraina. Gli ucraini dopo avere visto come la vicina Polonia era cresciuta da ogni punto di vista dopo l’ingresso nel’UE, nell’inverno del 2013/14 chiesero ed imposero al presidente filorusso di firmare un accordo di associazione tra l’UE e l’Ucraina. Alla vigilia della firma a Bruxelles Putin telefono’ al presidente ucraino e gli ordino’ di non firmare. Il popolo ucraino si ribello’ e caccio’ il presidente. La risposta di Putin fu l’annessione della Crimea e Dombass nel 2014. Nel 2022 Putin dopo aver aiutato il collega dittatore della Bielorussia a sopprimere con la forza l’opposizione democratica, decise di invadere l’Ucraina per stabilire un cordone sanitario tra la Russia e l’Europa. Una protezione non per motivi militari, perche’ la Russia con il suo arsenale atomico e’ inattaccabile, ma per contenere il virus della democrazia,fatale per Putin e la sua cricca.

Non ci sono grandi burrattinai, mestatori, la NATO. Biden, grandi lobbies economiche-finanzieri, c’e’ solo una congiunzione storica che vede lo scontro tra un anacronistico dittatore ed un popolo che vuole rimanere libero ed entrare a pieno titolo nel piu’ grande progetto di pace della storia che e’ l’Unione Europea.

N. Fratello

Pubblicato in : EditorialeTag: 2011, bruxelles, censura, democrazia, dichiarato, discorso, dittatore, europa, giornali, informazione, italia, nato, opinione pubblica, opposizione, parlamento, punto di vista, putin, rai, speranza, unione europea, usa

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