
Ha vinto lo Stato, ha vinto la Repubblica italiana, onore ai carabinieri e a tutte le forze dell’ordine, alla magistratura e alle tante ( troppe !) vittime della mafia.
Il ricordo va inevitabilmente a quel Novembre 1993, al bambino Giuseppe Di Matteo strangolato e sciolto nell’ acido perché il padre Santino si era pentito e collaborava con la giustizia.
Nemmeno la peggiore bestia sarebbe arrivata a tanto.
E poi? Non dobbiamo farci qualche domanda ?
Intanto le coincidenze, straordinarie.
La cattura di Matteo Messina Denaro avviene a 30 anni esatti da quella del capo indiscusso di Cosa Nostra ( così la chiamava Giovanni Falcone ed ha un perché ) Totò Riina.
La clinica “La Maddalena” a Palermo è in via San Lorenzo n. 312/d, mentre al n. 1 della stessa strada la sede palermitana della Direzione Investigativa Antimafia. Curioso.
Lo scorso novembre, alla trasmissione “ Non è l’Arena” su Cosa Nostra, tra gli altri parla tale Salvatore Baiardo, gelataio piemontese di origine siciliana che agli inizi degli anni ‘ 90 aiuta i fratelli
Giuseppe e Filippo Graviano nella loro latitanza.
Alcune frasi in quell’intervista riguardano Matteo Messina Denaro e la possibilità di essere arrestato:
“… potrebbe succedere come una vecchia trattativa, come è stata fatta nel’93…. Magari servirà ancora come infatti non è che lo Stato lo stia prendendo… Presumo sia una resa sua”.
Altra curiosità inquietante.
Fine di un’era ?
Pensiamo di sì.
Ma non fine della mafia , delle tante mafie.
Che intanto hanno modificato il loro agire , investendo in attività lecite, riciclando le ingenti risorse finanziarie della droga e di altre attività criminali.
Nuova mafia, quindi.
Giovanni Falcone ci invitava a “ seguire i soldi “ e già studiava le tante conoscenze informatiche della nuova criminalità, il mondo “ cyber”.
Una mafia diversa, ma non per questo meno pericolosa.
Esultiamo pure quindi, ma non troppo.
Piuttosto mettiamoci in grado di affrontare le nuove sfide che le varie criminalità organizzate lanciano ogni giorno alla nostra società.
Francesco Carbini

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