Il governo Meloni varato dopo una grande vittoria elettorale e formato da una maggioranza parlamentare netta e coesa probabilmente avra’ una “luna di miele” breve, considerato il momento che viviamo, cosi’ difficile che gli inglesi hanno inventato una nuova parola per definirlo: PERMACRISIS. Il susseguirsi di eventi negativi come pandemia, guerra, costi energia, inflazione, rialzo tassi d’interesse, recessione presagiscono un futuro cupo per noi ed il nuovo governo.
Per quanto riguarda l’economia, qualsiasi governo esso sia, seguira’ una strada obbligata, condizionata da vincoli come il debito pubblico, deficit di bilancio, il PNRR ed i dettami di UE e BCE. Al nostro governo sara’ consentito al massimo un po’ di maquillage, cioe’ spostare una spesa da un settore ad un altro.
Per far dimenticare le promesse elettorali non mantenute (abbassamento delle tasse), il governo Meloni si dedichera’ a temi cari alla destra come ordine e sicurezza, lotta all’immigrazione e politica estera che hanno il pregio di essere politiche identitarie senza costare molto. In questa ottica sara’ importante il posizionamento dell’Italia in un quadro di politica internazionale in fermento.
Dopo la fine della Guerra Fredda, il periodo di egemonia incontrastato dell’America, oggi siamo arrivati ad un mondo multipolare.
Russia e Cina rivendicano il diritto di agire liberamente per la loro “sicurezza” in aree confinanti come Ucraina e Taiwan cosi’ come la Turchia aspira ad una leadership nei Paesi del vecchio impero ottomano.
In apparenza il confronto tra le democrazie occidentali e le autocrazie e’ netto: le prime reclamano l’universalita’ dei loro principi mentre i secondi il principio di non ingerenza negli affari interni di uno stato. Ma in questi ultimi anni il fronte occidentale si sta sfarinando con il crescente successo di forze e movimenti sovranisti e nazionalisti. Complice la crisi economica e quella dell’immigrazione, demagoghi populisti contestano il modello economico liberale e multilateralista ed invocano politiche autarchiche. Nel 2016 con la Brexit e l’elezione di Trump ci siamo accorti che il populismo sovranista non era piu’ un movimento minoritario ma una grande forza politica. L’attuale situazione di “Permacrisis” favorira’ ancora di piu’ il successo di forze populiste.
Trump, leader mondiale dei populisti, si e’ impadronito del partiti repubblicano ed ha imposto la sua dottrina MAGA (Make America Great Again). Una coalizione di forze retrive (anti-aborto, libertari anti-stato e minoranze, negazionisti climatici, anti-vax) che Biden ha bollato come movimento semi-fascista.
Dietro questa forza politica ovviamente ci sono grandi interessi economici e cioe’ i sostenitori del taglio delle tasse, della de-regolamentazione, negazionisti climatici come l’industrie petrolifere ed in generale le multinazionali che non gradiscono limiti alle loro attivita’ e guadagni.
Questa ideologia ispira anche il nostro governo che sostiene la supremazia assoluta delle leggi nazionali su quelle europee anche nel settore economico, il vittimismo di chi si sente sotto assedio dai “globalisti”e risponde con lo sciovinismo, la nostalgia per un passato quando non esistevano nuove realta’ scomode da accettare.
L’Italia non e’ Cenerentola, la vittima innocente di una matrigna crudele rappresentata dall’Europa.
L’UE e’ il piu’ grande progetto di pace realizzato nella storia dell’umanita’, e’ custode dei valori della democrazia, dell’economia sociale di mercato, della solidarieta’ e dell’avanzamento dei diritti sociali.
I nemici naturali dell’UE sono le autocrazie ed il capitalismo ultra-liberista perche’ ambedue vogliono la legge del piu’ forte.
Recentemente si e’ avuta la dimostrazione di questa alleanza di fatto quando Biden e l’Europa hanno chiesto ai Paesi dell’OPEC inclusa la Russia di aumentare la produzione del petrolio per combattere l’inflazione e prevenire una grave recessione economica mondiale. La risposta e’ stata quella di tagliare la produzione per aumentare i prezzi del greggio con guadagni stratosferici per i Paesi produttori, per le compagnie petroliferi (guadagni netti di 200 miliardi di dollari in tre mesi) ed allo stesso tempo finanziare la guerra di Putin e creare una recessione economica per destabilizzare le democrazie occidentali in particolare l’America di Biden a favore di Trump.
In questo confronto epocale l’Italia probabilmente sara’ assente considerato che ci si prospetta un futuro di alternanza tra il populismo sovranista “patriottico” della Meloni e quello qualunquista e opportunista di Conte.
N. Fratello

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