Conte strappa, strappa, ogni giorno di più.
Sospinto dalla nuova maggioranza che sta governando il disordine dei Cinque stelle e con la possibilità di una candidatura al suo posto del moscovita Di Battista o della romana Paola Taverna, l’avvocato del popolo tenta il colpo di mano finale: uscire dal Governo per salvare capra e cavoli. La paura fa novanta. La nuova legge elettorale prevede il dimezzamento di parlamentari e senatori e soprattutto i sondaggi decretano inesorabilmente l’assottigliamento del gruppone grillino. L’uscita del ministro Di Maio ne ha segnato l’ultimo respiro. Non c’è più “campo largo” che tenga, ormai è una corsa solitaria alla sopravvivenza. Peccato che agli italiani interessi ben poco delle convulsioni del M5S ben più preoccupati di cosa li aspetta in autunno, quando la crisi incomincerà a mordere veramente, dopo un’estate passata allegramente al sole. Draghi lo sa e lo sa anche Mattarella. Ma l’uscita dei Grillini provocherebbe una crisi non facilmente risolvibile. Proprio per questo avanza il fantasma di una nuova legge elettorale con il proporzionale puro. Ma la Lega su questa proposta darà battaglia. E anche Salvini è disposto a strappare. Non si vedono soluzioni immediate né condizioni per condurre Draghi alla scadenza del 2023. Ma ormai tutto è possibile in un paese che spesso vive contraddizioni inspiegabili.
Roberto Caputo

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