• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I ricordi annebbiati di D’Alema

Vladimir Putin ordinò ai suoi generali in Bosnia di spostare in Kosovo i propri paracadutisti per occupare con la forza l’aereoporto di Pristina, il cui controllo doveva invce spettare al contingente britannico. di Marco Mayer

di Marco Mayer | 12 Maggio 2022

Su Il tempo di ieri in un articolo di Claudio Querques leggo “Putin ha le sue ragioni…Pillole del Massimo D’Alema-pensiero, pillole concesse a piccole dosi e sulle quali si potrebbe anche glissare se non fosse che a schierarsi è l’ex presidente del Consiglio che nell’autunno nel 1999 autorizzò l’uso del nostro spazio aereo per bombardare la Serbia. Differentemente atlantisti, verrebbe da dire. E senza rimorsi. D’alema ha affermato:  La nostra preoccupazione fu di fare la guerra con gli Alleati,  ma anche creare i presupposti per un accordo – rivendica il presidente della Fondazione Italianieuropei – I primi a entrare a Pristina furono i soldati russi che facevano parte del contingente internazionale ONU” .
Quest’ultima affermazione dell’ex Segretario dei DS sembrerebbe accreditare l’idea che l’arrivo per primi dei miltari russi all’aereoporto di Pristina fosse la conferma del buon rapporto tra Russia e NATO. Peccato che le cose siano andate diversamente.E’ noto che la Russia si oppose duramente  ai bombardamenti  NATO, ma é meno noto che Mosca  non trovò un accordo sostanziale  sul terreno  neppure nella fase succesiva di stabilizzazione post conflitto.

La Russia ambiva, infatti,  a guidare e controllare un’area (possibilmente a maggioranza  serba)  in cui il Kosovo sarebbe stato suddiviso, ma la sua richiesta non fu accolta. Il contingente militare internazionale fu, infatti,  organizzato in cinque zone controllate rida Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Italia e Francia. Quando si rese conto che non le sarebbe stata concessa una “sua” zona Mosca non perse tempo. Reagì con un blitz miltare molto rapido  (pare fosse stato già preparato il mese precedente in una missione segreta del GRU).

Vladimir Putin ordinò ai suoi generali in Bosnia di spostare in Kosovo  i propri paracadutisti per occupare con la forza l’aereoporto di Pristina, il cui controllo doveva invce spettare al contingente britannico. Dopo gli ordini del Cremlino nella notte tra l’11 e il 12 giugno 1999, la colonna dei paracadutisti russa attraversò il confine tra Bosnia e Kosovo  senza che il comando NATO ne fosse stato informato. Prima di attraversare il confine, i veicoli cambiano la segnaletica da SFOR a KFOR.

La mattina seguente  l’aeroporto di Slatina di Pristina in poco tempo é sotto il pieno controllo delle forze armate della Federazione Russa che con i loro mezzi impediscono agli elicotteri britannici di atterrare sulla pista.  Per fortuna l’incidente non ebbe conseguenze peggiori. Il merito va ascritto al  Generale Mickael Jackson che ebbe il coraggio di disubbidire agli ordini  del comandante americano di SACEUR generale Wesley Clark. La vicenda é  citata in tutti i  manuali di storia miltare contemporanea.

Nonostante il successo del suo blitz alla areoporto di Pristina   la Russia continuer° ad essere emarginata nella presenta miltare e civile in Kosovo finché consapevole della inutilità della presenza miltare russa nei Balcani Putin pianifica per il 2003 il ritiro delle proprie truppe dal Kosvo e dalla Bosnia per concntrare i suoi sforzi in Cecenia. .

Mi dispiace che D’Alema  fornisca una versione parziale dei fatti  per argomentare  le sue posizioni attuali sull’invasione della Russia in Ucraina. E’ innegabile che i miltari russi arrivarono per primi in Kosovo, ma se non se ne spiegano  le ragioni si rischia di compiere una mistificazione o comunque di soprastimare una presunta  collaborazione tra Russia .e NATO che nella realtà concreta non é mai veramente decollata.

Marco Mayer

(funzionario delle Nazioni Unite in Kosovo dall’ottobre 1999 all’ ottobre 2002)

Per chi intenda approfondire suggerisco le seguenti letture

 Mike Jackson, “Gen Sir Mike Jackson: My Clash With NATO Chief,” Telegraph, September 4, 2007, https://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1562161/Gen-Sir-Mike-Jackson-My-clash-with-Nato-chief.html; “Strobe Talbott,” interview, Frontline, https://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/kosovo/interviews/talbott.html.

 Oleg Odnokolenko, “Leonid Ivashov: ‘Pervymi my v Kosovo ne voydom, no i poslednimi ne budem’” [Leonid Ivashov: “We will not enter Kosovo first, but we will not be the last”], Zvezda, June 12, 2019, https://zvezdaweekly.ru/news/t/2019611144-ucae1.html.

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: comandante, forze armate, francia, germania, italia, kosovo, merito, nato, presidente del consiglio, putin, soldati, spazio aereo, stati uniti

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    16 Maggio 2022 alle 23:39

    Non è una novità la non collaborazione dei russi con la Nato/Onu, essi non hanno mai condiviso nulla pretendendo però di sapere in dettaglio i piani degli altri partner, i quali hanno poi proseguito in singolare autonomia rispetto a tutti, con le note e ignote conseguenze. Invero. non è stato un bell’esempio …di unità europea

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti