Dopo la nomina del Direttore Generale nella persona del dott. Michele Galli, la Fondazione Teatro di Pisa ha provveduto anche alla nomina del direttore artistico per la lirica, concludendo così, come ha sottolineato la Presidente della Fondazione Patrizia Paoletti Tangheroni, la definizione della dirigenza del teatro Verdi.
Dopo la breve parentesi del M° Enrico Stinchelli che aveva sostituito Stefano Vizioli, si sentiva il bisogno di una presenza più stabile che consentisse al teatro pisano una programmazione più ragionata e finalizzata ad una serie di obiettivi che interessassero non solo la città ma anche il suo rapporto con dei flussi turistici potenzialmente interessati a questo genere musicale.

Cristian Carrara, considerato tra i compositori più originali della sua generazione, è stato consulente artistico del Sovrintendente presso il teatro lirico di Trieste, coordinatore artistico dell’Orchestra della Toscana e presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio. Dal gennaio del 2019 è Direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.
Un profilo professionale che potrebbe ben adattarsi alle esigenze di un teatro com’è quello di Pisa, a nostro avviso ancora alla ricerca di una identità peculiare che ne valorizzi le sue radici storiche ma che, ancor più, lo affranchi da quella routine cui sono costretti, spesso loro malgrado, i teatri del nostro Paese.
Del resto, gli obiettivi che da subito gli sono stati affidati dal CdA sono quelli legati all’apertura alla città e alle sue realtà culturali e musicali e alla programmazione di una stagione di Lirica e di Prosa (dal momento che, visto che lo storico direttore artistico per la Prosa Silvano Patacca ha concluso la sua attività presso il teatro, ha acquisito anche la funzione di responsabile della stagione di Prosa) di qualità.
Il primo impatto, avvenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione, ci è sembrato positivo: motivato, cosciente delle difficoltà relative al suo nuovo incarico, deciso a conoscere bene la città e la “storia” del teatro prima di formulare qualsiasi progetto, Cristian Carrara ha parlato sobriamente senza inutili voli pindarici ma con la voglia di far diventare sempre di più il Verdi il teatro dei cittadini e delle realtà culturali che sono presenti le cui proposte meritano certamente di essere prese in considerazione.
Un altro punto che ha sottolineato è quello della formazione del pubblico, obiettivo che da sempre il teatro Verdi persegue attraverso varie attività ma che può trovare ulteriori sviluppi e miglioramenti creando una più forte sinergia tra il teatro, le scuole e la società civile. Ancora per molti il teatro è una realtà sconosciuta: farla conoscere nelle sue molteplici offerte, è una esigenza non solo della Fondazione ma anche dell’Amministrazione Comunale che, nelle parole dell’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, ha voluto rafforzare questa volontà.

Siamo certi che su questo fronte esistano molte possibilità di miglioramento come pure nella ricerca di una identità precipua che possa caratterizzarlo rispetto alle realtà limitrofe. Nella brevissima parabola di direzione artistica, Stinchelli aveva ventilato un’ipotesi che ritengo possa essere presa in considerazione, per la lirica sicuramente ma, forse, anche per la prosa: fare del Verdi anche un laboratorio di formazione di giovani talenti, locali e non, da far crescere e poi consegnare ai palcoscenici dei maggiori teatri nazionali ed internazionali. Un laboratorio dove la professionalità dei docenti, la cura e l’attenzione per la formazione completa dei cantanti (e quindi non solo delle loro voci), la possibilità di farli entrare in scena anche nei ruoli principali, possa diventare un riferimento prezioso in un’epoca nella quale l’ “usa e getta” sembra essere diventato, qui come in altri generi musicali e culturali, una triste abitudine.
Proprio da Pisa potrebbero crescere quelle voci che un certo mercato ignora o sottovaluta preferendo attingere a quelle già famose e più facilmente spendibili.
Ovviamente questo non significa escludere cast con presenze importanti ma solo creare uno spazio qualificato e qualificante a coloro che potrebbero avere i presupposti per diventarlo e Pisa potrebbe egregiamente svolgere il suo importante ruolo di formatrice e di lancio, non dimenticando anche che la provincia di Pisa ha stupendi piccoli teatri spesso inutilizzati o poco utilizzati che potrebbero fungere da palcoscenici dove far debuttare queste voci per poi riportarle in seno al Verdi.
Ma queste sono solo nostre considerazioni legate ad un affettuoso rapporto col teatro pisano non solo da cronisti ma anche da operatori attivi in seno agli spettacoli. Il nuovo direttore artistico avrà tempo e modi di studiare quelle che per lui saranno le strategie migliori per accrescere e consolidare le presenze in teatro, per realizzare dei bei cartelloni, per valorizzare come meritano quelle realtà culturali che da anni propongono interessanti produzioni sia nel campo musicale che in quello della prosa, pur con limitatissime risorse economiche.
Stefano Mecenate

Lascia un commento