Una cosa così assurda che non credevo potesse avverarsi. Così, memore anche delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, pensavo che gli avvertimenti di fonte americana facessero parte di una guerra di nervi. Invece, l’intelligence aveva previsto un piano che la Russia di Putin aveva elaborato e attuato punto per punto..
Ma siamo pazzi? In pieno 2022 credevo proprio che le guerre fossero un ricordo del passato. Proprio per questo pensavo che le mosse intimidatorie di Putin fossero una sorta di pressione psicologica per ottenere migliori condizioni in una trattativa. Ma non mi sarei mai aspettato che si trattasse di un piano preordinato ed eseguito con estrema determinazione.
Dire No alla guerra non è pacifismo equidistante ma vuol dire anzitutto No all’invasione. Nella controversia sulla sicurezza dei confini e sulle preoccupazioni per l’allargamento della Nato verso est, la Russia poteva avere delle ragioni da addurre. Ma adesso dopo la brutale aggressione, ha solo torti.
La condanna della comunità internazionale deve essere ferma e assoluta. E dobbiamo dire grande grazie a quei russi che nonostante gravi rischi personali sono scesi in piazza per protestare contro la guerra in Ucraina.
Passando , poi, dalla tragedia umanitaria alle prospettive politiche cerco di delineare alcuni scenari futuri. Chi uscirà sconfitto e chi vincitore ?
Putin ne uscirà sconfitto. Cosa farà dopo aver invaso l’Ucraina? Quale via d’uscita potrà trovare ? O si logorerà con un’occupazione militare in un Paese così vasto ?
In ogni caso, mentre finora era un leader che aveva anche in Europa una certa forza d’attrazione, adesso diverrà il Nemico per antonomasia. E se nel corso delle trattative poteva ottenere concessioni, adesso che non avrà nessun sconto.
Quanto all’Europa essa subirà notevoli disagi economici. Ma dobbiamo accettarli. Ha trovato una certa coesione. Ma le sanzioni dovranno essere pesantissime per essere efficaci.
Ne usciranno vincitori gli Stati Uniti e la Nato. Fino a questa crisi in molti ritenevamo che dopo la fine del comunismo la Nato avesse, almeno in parte, perso il suo ruolo. Ma oggi assume nuovo rilievo e, specie nell’Europa dell’Est, ma anche in quella occidentale appare di nuovo un baluardo.
Quanto agli Stati Uniti, la loro visione imperiale è nota e l’abbiamo visto in Medio Oriente ma adesso la loro popolarità che negli ultimi anni era decisamente in calo torna in alto e determina una nuova leadership .
Un boomerang per Putin. Anche perché se, come dicevo all’inizio, la Russia teme di essere accerchiata dal progressivo allargamento Nato ad est, oggi l’invasione cancella ogni possibilità di venire incontro alle sue argomentazioni
L’impopolarità della Russia di Putin, oggi è superiore a quella dell’Urss di Stalin e di Breznev. Perché i due dittatori hanno talora minacciato ma non hanno mai scatenato una guerra. Pensiamo, ad esempio, al blocco di Berlino del 1949 che non impedì l’effettuazione del ponte aereo fino alla soluzione della crisi.
Certo, ci son state le vicende dell’Ungheria e della Cecoslovacchia ma era ancora operante la logica di Yalta. Oggi invece, eravamo convinti che con il crollo del comunismo questa logica fosse scomparsa. E trovarsi di fronte all’ aggressione di uno Stato sovrano è stato un tragico risveglio da tale illusione.
A questo proposito mentre trovavo fin troppo rigida l’intransigenza americana nella prima fase della crisi, adesso vedo un atteggiamento che sembra lasciare l’Ucraina al suo destino.. Biden ha ragione a dire che un intervento armato della Nato sarebbe tout court la terza guerra mondiale. Ma dobbiamo pure fare qualcosa anche sul piano politico.
Le sanzioni come quelle dell’estromissione da Swift servono ma non bastano. Allora, pur senza ricorrere alle armi, dobbiamo quanto meno provocare un isolamento della Russia dalla comunità internazionale, fino a che non si sia ritirata dall’Ucraina.
Gabriele Parenti

Tutti gli argomenti critici sull’operato della Russia e quindi di Putin sia sotto il profilo morale, etico e politico sono condivisibili. Tuttavia, se proviamo a allargare l’angolo di visuale alla globalizzazione, pur un normale (e ignorante) cittadino come me vede una realtà un pò più complessa. Anche se con una lentezza effettivamente logorante, l’Europa sta avanzando verso la sua unione che la porterebbe, al pari degli USA, in cima al PIL mondiale. Questo porterebbe alla formazione di un polo fortissimo il cui peso darebbe fastidio sopratutto agli americani. E’ da tempo che gli USA stanno colpendoci ai fianchi (Trump prima ci ha chiesto più soldi per la NATO e poi ci ha messo gli aggravi alle esportazioni…) e adesso hanno accelerato sull’allargamento ad EST della NATO. Putin, che ultimamente si è trovato abbastanza isolato, non intende avere gli americani confinanti (la NATO è diversa dall’Unione Europea) e quindi ha inscenato questa tragedia in cui gli americani hanno per primi partecipato ai dialoghi con la Russia pur trattandosi di un contenzioso europeo (!).. Sarà un caso che quanto accade anticipi di qualche settimana un trattato degli stati europei sulla difesa dell’a UE?
Domanda semplice: nel contesto mondiale quanto è, ormai, il valore aggiunto prodotto e producibile dall’Europa delle Nazioni, in parte a sovranità limitata, controllata e condivisa con l’ex Figlia divenuta dopo la prima guerra mondiale, Suocera, co-genitrice della 2^ GM. (Figlia=USA)
In disparte, le aggiuntive considerazioni che in particolare noi italiani potremmo fare circa gli ostacoli interposti per la costituzione della Forza armata europea che doveva sostituire la NATO.
Se consentito, troppi pensieri liberi. Tuttavia, non mi sembra inopportuno rammentare che Lenin, fra i tanti suoi scritti, ricordava ai compagni che il capitalismo poteva essere vinto solo utilizzando le sue stesse armi e non quelle dell’idealismo socialista. Ma non aveva messo in conto (ma lo capì Stalin) che l’assimilazione seppure opportunista del capitalismo avrebbe affievolito le azioni idealistiche delle masse proletarie facendo emergere fra di esse e nel loro interno i novelli padroni del loro destino, senza libertà.