Continua ogni giorno il tam tam sulla riforma del catasto. I sostenitori della revisione affermano che porterà equità e servirà a colpire i ricchi. Come esempi, citano sempre gli immobili nelle zone bene di Roma, di Milano,ecc..
Chiarisco subito che non sono pregiudizialmente contrario a una riforma del catasto se servisse a far pagare di più immobili di valore che sono sottostimati. Ma esperienze precedenti in matteria fiscale mi insegnano che si parte con l’idea di colpire i ricchi e poi si finisce per aumentare ai ceti medio bassi. E questo accadrà se non si stabiliscono precisi paletti (ad es. la proposta di patrimoniale era oltre i 500mila euro) che in questo caso non ritrovo ..o quanto meno nessuno ne ha parlato.
Il timore, dunque, è che si finisca con un aumento generalizzato delle imposte sugli immobili, in particolare sull’IMU, anche per coloro per i quali la seconda casa non è fonte di ricchezza…ma anzi è un salasso economico.
E mi spiego subito. Il mercato immobiliare, nei piccoli centri di provincia – specie per quelli lontani dalle città- era già debole da tempo e in questi tempi la crisi si è alquanto aggravata
C’è una situazione di stallo nelle vendite anche se si è disponibili a un sensibile ribasso dei prezzI . Ho visto dei paesi dove i cartelli vendesi sono ovunque.
Ebbene, molte persone che si sono ritrovate un immobile avendolo ereditato e che non riescono a disfarsene nemmeno a prezzi stracciati (anzi credo che in vari casi non si riesca .nemmeno a regalarlo) sono davvero in difficoltà.
Infatti, l’IMU diviene un macigno sulle loro teste, tanto più che ad esso si aggiungono Tari (anche se la casa è vuota e non produce rifiuti) bollette, utenze (che per le case a disposizione pesano, anche in assenza di consumi).
Sappiamo che un appartamento non è come un bene mobile: non si può conferire in un’isola ecologica e non è nemmeno un autoveicolo, che si può rottamare. Se lo hai te lo devi tenere affrontando costi fissi e spese di manutenzione, al punto che il suo possesso può essere una vera sventura vista la continua necessità di lavori-.
Per di più, gli edifici vetusti, spesso hanno grandi dimensioni, quindi l’IMU è già assai pesante e andrebbe a peggiorare co la riforma. Quindi anche il passaggio da vani a metri quadri sarebbe una tegola pesante per i proprietari di immobili di scarso valore ma di ampie dimensioni come sono le vecchie case di paese o in campagna.
Appartamenti che non mi pare giusto chiamare seconde case o immobili “a disposizione” perché il nome più corretto sarebbe oneri involontari.
Ritengo, infatti,che si dovrebbe approvare una norma che esoneri dall’Imu gli appartamenti posti in vendita e non abitati magari utilizzando come prova il distacco delle utenze come luce ,acqua, gas o facendo esibire le bollette che provino zero consumi.
Se davvero si volessero aumentare le tasse sulla casa solo ai beni di alto valore ci sarebbe un sistema molto semplice. Basterebbe dire che si usa l’indice di vetustà e il calo del valore effettivo di edifici vecchi e in zone periferiche come i piccoli centri di campagna per calmierare questi tipi di immobili. invece su questo versante sento un silenzio assoluto.
Ovviamente questo vale per tutti noi che non abbiamo portato la residenza nella seconda casa. ‘Per gli altri invece tutto bene, nessun problema niente IMU ,niente maggiorazioni seconda casa delle bollette casa ecc. Loro degli aumenti si preoccupano ben poco.
Tra l’altro la legge li favorisce, avendo stabilito che per essere esonerati dall’IMU basta portarci la residenza mentre il domicilio possiamo mantenerlo dove viviamo .quindi usufruire del medico e di tutte le altre facilitazioni. Non sarebbe meglio mettere mano alla riforma di questa legge per evitare le residenze di comodo, invece di pensare alla riforma del catasto?
Termino con un’altra domanda… per tassare a seconda del valore “reale” non ci si deve limitare ai valori di stima ma vedere quali sono realmente i prezzi sul mercato, basta leggere le offerte di vendita per rendersene conto!!!
Francamente preferivo la patrimoniale proposta da Fratoianni e la tassa sulle successioni proposta da Letta che operavano oltre una certa soglia.. Qui si rischia di penalizzare i poveri diavoli che non sanno come fare a pagare l’Imu e di risparmiare i ricchi, quelli veri.
P.S. Draghi aveva detto che questo non è il momento di prendere soldi alla gente ma di darli. Ebbene speravo che si esprimesse nello stesso modo anche in questa vicenda o quanto meno operasse dei distinguo tra immobili di alto costo e non.
Gabriele Parenti

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