” Come ve la passate in Russia?” ” Non ci possiamo lamentare..” “Allora, bene, dai!” ” Guarda non hai capito: non ci possiamo lamentare!”. Questa è sì, una barzelletta ma chiarisce quello che è in realtà la Russia. Senza considerare Navalny, che avrebbero potuto ritrovare il suo corpo, come per Nemtsov, ai margini di un marciapiedi su di un ponte della Moscova, magari freddato da un killer ceceno di Kadyrov. E allora addio alla rivolta, di pochi mesi fa. Così una dittatura quale continua oggi ad essere la Russia, si lamenta, come Hitler si lamentava per i Sudeti, per i russi che vivono in Ucraina. E’ la medesima tattica usata anche in Georgia nel 2008 e in Crimea nel 2014. La risposta popolare degli ucraini, è stata, per la circostanza, che se vogliono tornare a casa c’è chi è disposto volentieri ad aiutarli a fare le valige. Ma questa non è la sola differenza tra ucraini e russi. La sintesi è nella foto che unisco all’articolo. I ragazzi ucraini s’immaginano uniti dagli affetti, quelli russi in divisa, e con la medaglia della vittoria della “guerra patriottica”; che in realtà, è una falsificazione di epoca sovietica quando la guerra aveva avuto il suo prodromo nel ’39 al fianco di Hitler per la spartizione della Polonia e l’occupazione della Carelia finlandese fino al suo ribaltamento di fronte del 22 giugno 1941. Oggi però, la guerra aperta, con l’occupazione dell’Ucraina per mano russa non accadrà. Resterà latente come una dimostrazione di muscoli di un impotente sui confini dell’oblast di Kharkiv, prima capitale di Ucraina ai tempi della repubblica del 1917. Eppure i carri armati russi sono in Ucraina dal 2014, e mai hanno abbandonato gli oblast (province) di Donetsk e Luhansk le cui zone industriali sono state depauperate da un forte saccheggio e trasferite in territorio russo. Di contro, e finalmente, l’Ucraina ha ufficialmente da poco tempo smesso di pagare le pensioni negli oblast occupati. Alle provocazioni, però, Putin non rinuncerà, e di tanto in tanto quel regime mostrerà per inorgoglire i suoi sudditi legati al glorioso passato, le azioni di guerra ibrida che il ceto medio russo esalta, appartenendo ancora massicciamente all’esercito o alle agenzie ” turistiche” del tipo ” Wagner”, come fino ad ora è accaduto. D’altronde per la situazione economica in cui si trova la Russia, non poteva essere diversamente. Non saranno necessarie le armi a far crollare l’impero, ma il tempo, e di questo ne è rimasto poco!
Ma qualcosa bolle in pentola, lo si capisce dalle parole di Zelensky, sesto presidente della repubblica di Ucraina, riportate il 21 aprile anche dal Kyiv post, giornale ucranio in lingua inglese, quando il presidente si è rivolto alla nazione chiedendo a tutti i cittadini ucraini di risolvere la minaccia militare russa sul fronte. “L’Ucraina” da detto “vuole la guerra? No. L’Ucraina smetterà di cercare la pace diplomatica? Mai. L’Ucraina si difende, se deve? Sempre. Il nostro principio è semplice: l’Ucraina non inizia una guerra ma sta sempre in piedi fino alla fine. “. I venti di guerra sono sopiti al momento, ma gli scellerati esistono e per quanto improbabile per gli equilibri che si stanno ridisegnando, la possibilità seppur remota, esiste.
Enrico Martelloni



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