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Scandalizzarsi per Fedez? Non è proprio il caso!

Perché, se al concertone del 1° Maggio fosse stato invitato un intrattenitore che la pensa sul tema delle coppie gay in maniera opposta a quella del signor Fedez, niente sarebbe cambiato.

di Nicola Cariglia | 3 Maggio 2021

Sarebbe bello se la discussione sul “caso Fedez” affrontasse i veri problemi che ancora una volta sono venuti alla ribalta e non quelli fittizi in tema di libertà e informazione.

Le opinioni del sig. Fedez interessano relativamente, ma nessuno può censurarlo o chiedergli di autocensurarsi. A maggior ragione perché lo “scandalo” poggia su dichiarazioni certamente rese e documentate di esponenti leghisti. Secondo me aberranti ma anch’esse legittime e non censurabili.

Il problema è: chi decide e come le presenze e i contenuti, e in che misura, nei grandi mezzi di informazione, soprattutto radiotelevisiva? Perché, se al concertone del 1° Maggio fosse stato invitato un intrattenitore che la pensa sul tema delle coppie gay in maniera opposta a quella del signor Fedez, niente sarebbe cambiato.

In Italia, si è creata una condizione tale, che questo è diventato il più grosso nodo per la nostra democrazia. A tal punto che la condiziona e la limita. Da trenta anni, cioè dal golpe mediatico-giudiziario di Tangentopoli, i partiti sono semplici larve, gusci vuoti. Non c’è discussione e, soprattutto, nessuna decisione viene realmente messa ai voti. La politica italiana si è ridotta ad un Truman Show. Il sistema televisivo, e ora anche i social media, creano e assicurano la vita da protagonista o da comparsa degli attori della politica nostrana. Nei talk show si scelgono gli ospiti assegnando le parti. E gli invitati sanno bene il ruolo che devono sostenere se vogliono essere convocati nuovamente. E, come se non bastasse, si vorrebbe anche decretare in anticipo l’esito delle elezioni attraverso il dilagare di sondaggi per lo più farlocchi.

Quello di garantire “par condicio” a tutti i soggetti ( partiti, espressioni culturali e sociali, singole persone) è tema antico e variamente affrontato. Un quarto di secolo fa, su sollecitazione del presidente della Repubblica, Scalfaro fu varata una legge per la par condicio in politica. Ne venne fuori un testo all’italiana: un ginepraio di norme e immancabili severe sanzioni tali da consigliare di farsi accompagnare dal proprio avvocato ai giornalisti che volevano scrivere di politica durante le campagne elettorali. Nel frattempo il sistema si è perfezionato: sotto la grande campana del Truman show si è determinata la saldatura di quei poteri che in democrazia dovrebbero restare separati: governo, camere, giustizia, partiti. Sempre più svuotati nel loro ruolo a favore del potere dei media e dei loro padroni (editori e inserzionisti pubblicitari). Evidentemente a molti sta bene così.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: anni, democrazia, elezioni, governo, informazione, italia, persone, politica italiana, presidente della repubblica, repubblica

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    4 Maggio 2021 alle 21:58

    Anche il 1° Maggio è un rito e come tutti i riti, “con i quali si governano i popoli” (Confucio), si espande molto incenso, il cui odore e fumo serve per confondere le moltitudini ad eccezione di pochi individui allergici – come molti lettori ed estimatori di questo sito – che cercano di starsene lontano … siccome pensano libera_mente.

    Rispondi
  2. TOMMASO CAPARROTTI

    3 Maggio 2021 alle 15:42

    Se fosse stato invitato a parlare un intrattenitore che la pensa in modo opposto sarei d’accordo, ma guarda caso non s’è visto!

    Rispondi
    • n.c.

      3 Maggio 2021 alle 16:22

      Dunque il suo commento conferma la giustezza di quanto scritto.

      Rispondi
  3. giuseppe donato

    3 Maggio 2021 alle 15:05

    a me non sta bene cosi, il potere dei media e della pubblicità va regolato, perchè ha strabordato oltre misura.

    Rispondi

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