Si, è vero, è appena stato nominato e se cadesse lui si andrebbe di corsa ad elezioni anticipate in un grave vuoto di potere. Ma tra breve entreremo nel semestre bianco perchè Mattarella è in scadenza e le soluzioni per la nomina di un nuovo Presidente non sono molte. Il nome più praticabile è ancora il suo, Draghi. A meno che non si chieda, come fu fatto per Napolitano, a Mattarella di prolungare il suo mandato. Questa volta, però, l’ ipotesi non sembra percorribile. Quindi con Draghi candidato al Quirinale i tempi di elezioni si avvicinerebbero inevitabilmente. Il 2022 è dietro l’ angolo. E i partiti si stanno preparando. Sarà per tutti un maquillage doloroso e che porterà a strappi, a scissioni, a ricomposizioni e a cambi di casacca. Ovviamente molto dipenderà dalla legge elettorale. In base a quella nasceranno e finiranno alleanze, alleanze di governo o solo cartelli elettorali. Un’ Italia politicamente confusa e con una classe dirigente delegittimata è sinonimo di pericoloso rischio per la democrazia. I conflitti sociali, ora dormienti, se non si risolverà la pandemia, potrebbero esplodere con risultati devastanti. Scenari confusi. Draghi sarà pur bravissimo, ma anche lui è costretto a navigare a vista. Traversata turbolenta, perchè anche per il Quirinale il candidato non è solo lui. I vecchi lupi sono in agguato e di tranelli sono maestri.
Roberto Caputo

Analisi molto lucida come sempre.. Credo anch’io che questo governo non possa che navigare a vista anche perché anche sulla gestione della lotta alla pandemia assistiamo a opinioni divergenti fra le forze che lo sostengono
Draghi ha solo la funzione di anestetizzare Bruxelles sull’irrisolvibile problema italiano.