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Dibattiti/ Uno stadio nuovo per Firenze

I tempi sono mutati: Firenze ha necessità di grandi opere. E per sostenere la Fiorentina ad alti livelli è necessario che gli investimenti siano liberi e funzionali alla logica di mercato sulla quale si basa il calcio moderno.

di Enrico Martelloni · 28 Dicembre 2020
Stadio Artemio Franchi Firenze (Foto Wikipedia)

Siamo stufi della tiritera sullo stadio Artemio Franchi: lo restauri il Comune, visto che è del Comune e non della Fiorentina, dandogli un indirizzo differente da quello attuale. Per esempio, eliminando le parti superflue si potrebbe sfruttare la struttura per il Rugby e per un centro commerciale, o ancora per grandi eventi di spettacoli come concerti, sfruttando meglio l’uso della ferroviaria che potrebbe essere un’ottima linea metropolitana. Se è ritenuto un’opera d’arte, lo stadio Comunale Artemio Franchi dovrebbe essere, allora, tenuto come Palazzo Pitti, con i soldi dello Stato e del Comune. È, invece il pomo della discordia, per la verità andato a male per com’è sbertucciato l’impianto sportivo, tra politica, tifosi e il presidente della Fiorentina Commisso. Vogliamo uno stadio nuovo di pacca, in un punto strategico della grande area metropolitana che dia il via alle grandi opere e che estenda la gioia del calcio a tutti i suoi tifosi. Gli interessi politici ed economici diretti e indotti espressi finora, bloccano la crescita della Fiorentina, di Firenze e di tutta l’area da Pistoia a Bagno a Ripoli, da Prato a Signa e ne fa una roccaforte imprescindibile a difesa e controllo della regione. Dinanzi a questa posizione si sono scontrati anche i Della Valle. Il tempo della “politica e affari”, sostenuta da una fila di cortigiani che ne appoggiano la parte pingue, piangendo come prefiche sui logori muri della tribuna, deve terminare. Molti fiorentini si rendono conto che i tempi sono mutati: Firenze ha necessità di grandi opere. E per sostenere  la Fiorentina ad alti livelli è necessario che gli investimenti siano liberi e funzionali alla logica di mercato sulla quale si basa il calcio moderno. Che la città non ha grandi risorse finanziarie o industriali, lo sappiamo: e, per giunta, è priva anche del potere politico influente e di altri potenti surrogati, che fanno del calcio non più uno sport. Firenze ha se  stessa: il fascino e l’eco di una indiscussa attrazione, ma questa ha oggi necessità di un nuovo sviluppo anche per la grande richiesta turistica che non può essere compresa tra il cardo e il decumano cittadino. Firenze contie il dieci per cento del valore artistico d’Italia, ma se amplia il suo orizzonte con un organico progetto, potrebbe sfruttare un’altra grande fetta di ricchezze artistiche e naturali. Il nuovo stadio non solo renderebbe grande le ambizioni calcistiche sopite, ma sarebbe l’esempio di un nuovo rilancio sociale ed economico.  Fin quando cicisbei e cortigiani, si affanneranno attorno al suo simbolo calcistico, i ricordi e l’astio verso le altrui fortune riempiranno le bocche dei più. La Fiorentina, e la sua proprietà sono costretti a navigare mestamente, come ormai avviene da anni, in mediocre posizioni di classifica. Alcuni giocatori, si vocifera, non gradiscono più la piazza. E alla fine di questo braccio di ferro anche Commisso, davanti a condizionamenti continui, ostacoli e tempo perso, potrebbe pensare di salutare la Curva.

Enrico Martelloni

Sezione: Maidan, Situazione · Tag: anni, area metropolitana, braccio di ferro, concerti, fiorentina, fiorentini, firenze, grandi opere, italia, mercato, palazzo pitti, pistoia, Prato, soldi, sviluppo

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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