• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quante obbligazioni sono nel vostro portafoglio?

di Claudio Voltolini | 4 Ottobre 2020

Pochi italiani sono in grado di quantificare correttamente di quanto calerebbe un titolo di stato a tasso fisso con durata residua di 10 anni, nel caso di rialzo dei tassi dell’1,0%, ma apparentemente un Titolo di Stato, conservato fino alla scadenza, viene considerato uno strumento privo di rischio.
Chiaramente, per analogia, anche le obbligazioni bancarie o societarie, per esempio di Enel, Eni, Ferrovie dello Stato, Telecom, sono state catalogate dai risparmiatori come scelte di investimento con basso rischio.
Ci sono volute le conseguenze della crisi economica del 2008/2009 e il conseguente fallimento di Lehman Brothers per far comprendere che anche le obbligazioni bancarie, considerate “sicure”, non lo sono.
Da circa 10 anni, una parte dei risparmiatori ha iniziato a comprendere come le obbligazioni subordinate (il cui rimborso a scadenza è subordinato all’effettiva capacità dell’emittente di rimborsare prioritariamente obbligazioni ordinarie), pur emesse da Banche, siano un investimento “rischioso”.
Tuttavia nell’ultimo quinquennio si è verificata una situazione sconosciuta a noi Italiani, ma probabilmente sconosciuta anche in altre aree del pianeta; tutte le obbligazioni, ma anche le varie forme di deposito bancario, sono oramai a tasso zero o vicino allo zero.
Qualche esempio nella tabella sottostante:
 
Descrizione
Rendimento lordo
Rischio cambio
Titoli di stato Usa a 5 anni
0,28%
eur/usd
Titoli di stato Gran Bretagna a 5 anni
-0.08%
eur/gbp
Titoli di stato Giappone a 5 anni
-0,14%
eur/jpy
Titoli di stato Tedeschi a 5 anni
-0,72%
–
Titoli di stato Italiani a 5 anni
0,26%
–
 
I titoli citati hanno rendimento negativo, tranne i titoli in $, che però per noi europei presentano il rischio cambio, e i titoli Italiani, che “pagano” di più a causa dello scarso livello di fiducia a noi riservato dai mercati.
Molto spesso, quando affronto questo tema con i risparmiatori questi mi rispondono: “non compriamo titoli di stato, dobbiamo cercare alternative”.
Semplice a dirsi, più difficile nella pratica costruire portafogli con sole azioni, o, ma cambia poco, con azioni ed obbligazioni ad alto rendimento.
Sono tutti strumenti estremamente volatili, che vanno utilizzati con cura, per evitare che, in situazioni avverse, un cliente possa decidere di disinvestire per paura di ulteriori perdite o perché non ha ben valutato la quantità di riserve da mantenere liquide.
Inoltre vi è un altro potenziale pericolo all’orizzonte, l’inflazione.
Molto spesso dopo periodi di espansione monetaria, nei quali prendere a prestito soldi costa molto poco, seguono periodi di elevata inflazione.
Questa facilita il compito dei debitori (quasi tutti gli stati del mondo) nel diminuire la quota di debito, ma al contempo penalizza fortemente chi ha mantenuto soldi liquidi o li ha utilizzati per investimenti di breve periodo.
Negli anni 70/80 in Italia vi fu un periodo in cui l’inflazione superò il 10% per bel 12 anni consecutivi, con punte massime nel 1974 del 19,2% e nel 1980 del 21,2%.
Vi lascio immaginare che impatto provocò questo fenomeno per chi aveva soldi liquidi sui c/c o obbligazioni decennali comprate prima ….
In quel periodo vennero favoriti i debitori, che vedevano ogni anno calare il valore reale del loro debito, a scapito di chi aveva risparmiato ma poi non aveva avuto il coraggio di utilizzare le risorse per investimenti in beni reali, (azioni, immobili, terreni).
Nessuno può prevedere se un fenomeno simile possa ripresentarsi ed eventualmente con quali proporzioni, di certo già oggi sappiamo che i nostri soldi non hanno la possibilità di essere investiti in strumenti a basso rischio, perché questi non rendono assolutamente nulla.
Quante obbligazioni vi sono nel vostro portafoglio? Quante obbligazioni sono presenti nei fondi comuni? di che tipologia sono? quando pensate vi possano servire i vostri risparmi? A cosa vorreste destinare i risparmi già accumulati e quelli in formazione? La vostra pensione è già al sicuro da rischi di elevata inflazione?
Farci delle domande e iniziare un percorso di formazione ed informazione che riguarda i temi della finanza è sempre la base per fare scelte consapevoli, ma oggi abbiamo un nemico alle porte, che sa nascondersi fino all’ultimo, fino a quando i danni non saranno più recuperabili.

Claudio Voltolini, consulente finanziario indipendente, consulente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, anni 70, banche, crisi, crisi economica, danni, fallimento, gran bretagna, informazione, italia, lehman, lehman brothers, mercati, mondo, obbligazioni, pensione, sconosciuta, soldi, telecom, usa

Info Claudio Voltolini

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti