l “Liberaldemocraticiitaliani” con “Toscana civica per il cambiamento”.
Perchè una lista civica per le regionali? Perchè la Toscana ne ha estremo bisogno.
Per chi crede nella libertà e nella democrazia l’unica arma è la matita. Usiamola. Ora è il momento. Non abbiamo voce in capitolo né armi di difesa se non la matita nell’urna.
“Toscana civica per il cambiamento” offre una scelta all’insegna del civismo e della moderazione. Nonché dell’equilibrio fra tutti i territori per far prevalere la loro autodeterminazione. Per avere una rappresentanza diretta che non sottostia alle logiche delle segreterie di partito. Per valorizzare a pieno titolo identità e tradizioni locali, compreso lo sterminato patrimonio culturale della provincia.
Come “Liberaldemocraticiitaliani” ci siamo alleati sposando in pieno un nuovo modo di far politica, per cambiare gli equilibri precari della regione, ascoltando le istanze dei cittadini, esaltando le caratteristiche proprie dei vari territori.
Non una Toscana firenzecentrica, dunque, ma con una Firenze trainante e innovativa. Perché solo un capoluogo benestante può e deve rendere opulenta tutta la regione. Senza eccedere nei vari campanilismi ma rispettandoli.
E la mia stupenda città non molla davvero, nonostante il difficile momento. Chiedo a Dario dove è finito il patto per le città d’arte. Perché se è stato portato a termine non ce ne siamo accorti.
Per trattare solo alcune delle tante tematiche da affrontare si osserva che la giunta in scadenza ha utilizzato risorse derivanti dal fondo sanitario nazionale per altre operazioni contabili che si è ripercossa sull’ Azienda Sanitaria Toscana. Occorre impegno per una corretta allocazione delle risorse onde evitare il ripetersi di casi come quello della ASL di Massa. Emblematico.
La Toscana è quella che dopo le Marche, ha più sofferto la crisi produttiva dovuta al lockdown. Quindi, per rilanciare l’economia è necessario, internamente, perseguire realmente la realizzazione delle grandi opere di cui si parla da tempo. Troppo. Ma non si decide mi di eseguirle. Per tanti di quei motivi che diventa inutile cercarli. Fare dunque quello che non è stato fatto, o riparare quello che è stato fatto male.
Per le esportazioni è necessaria una politica incentivante per i distretti produttivi, dal tessile Pratese al cartario di Lucca. Dal comprensorio del marmo a quello del cuoio.
E, altro tema dibattuto fino alla nausea, il riordino del settore dei rifiuti, secondo i modelli sperimentati in altre regioni con l’obiettivo di aumentare la possibilità di riciclo e di diminuire le spese di smaltimento procapite, attualmente le più alte d’Italia.
Dunque controllo per una amministrazione corretta, con sostegno all’economia e alla produzione. Insieme al rispetto per l’ambiente e ai risparmi tariffari. Dato che perfino le bollette sono diventate usurarie.
Per non dire di sanità e sicurezza, di chiusura di presidi necessari e di tutela dei giovani dediti a stupefacenti e alcool, problema davvero poco dibattuto. Della garanzia sul controllo delle forze dell’ordine, tutte, per rendere serena la vita dei cittadini. E, inevitabile, di infrastrutture ormai obsolete da ricostituire. 2 ore in treno Siena Firenze. Tanto per…
In chiusura mi frulla nel cervello un pensiero. Il governo uscente, promette tanto. Perché non lo ha fatto prima, dato che ne aveva facoltà. Per decenni ha avuto la maggioranza. E ha il coraggio di scagliarsi contro chi, ancora, questa facoltà non l’ha avuta. Mai.
La democrazia prevede una giusta alternanza. Dunque, chi ha governato per 70 anni se ne faccia una ragione.
Carla Ceretelli

cara Ceretelli, ti ricordavo un pò Forza Italia , comunque pensare di cambiar il modo di far politica in Toscana mi sembra assai difficile con un candato forte come Giani che si vende agli ex PCI pur di diventar finalmente il Capo dopo che Renzi gli ha preferito Nardella.ed Il Centro destra che non si fa sentire come dovrebbe .Scusa ma quale candidato presidente appoggiate ? un terzo rispetto ai due poli ? e chi è
You remember me ?
Prof. Francesco Martelli
Emerito UNIFI
Salve! Mai dire mai. Ci proviamo con #SUSANNA CECCARDI PRESIDENTE.◀Siamo a Buon punto pare ?