Non siamo stati teneri con il governo in questi ultimi tempi. Ci è sembrato di rilevare incertezze e incongruenze nella fase di contrasto al virus. E ci sembra che il medesimo governo abbia cominciato male anche la fase successiva che si è appena aperta, ovvero quella del rilancio della nostra economia. Si veda, ad esempio, l’incredibile e costosissimo tergiversare nell’utilizzo del MES. Ma non possiamo limitarci ad osservare e giudicare il comportamento del governo e della maggioranza, trascurando quello dell’opposizione. Non è solo un problema di onestà. E’ un problema di completezza. Perché il “bazooka” di 750 miliardi messi a disposizione dall’Europa per il Programma “Next Generation EU” non è scontato. Lo dimostrano le difficoltà emerse nella recentissima riunione (per via telematica) del Consiglio europeo dei capi di governo, aggiornatasi al prossimo mese di Luglio. E poiché le decisioni scaturiranno dalle trattative tra i governi e dovranno essere prese all’unanimità, l’attuale ostentata debolezza del nostro , sistema Paese, non è un buon viatico. E a renderla visibile non ha contribuito solo il governo, impegnato nel Festival delle inutilità di Villa Pamphili. Vi ha parimenti contribuito quella opposizione che, dopo avere invocato il confronto in sede parlamentare, lo ha chiassosamente eluso abbandonando i lavori.
Con queste premesse, né maggioranza, né opposizione, stando dando prova di essere consapevoli del compito che li attende. Come ha fatto notare Sergio Fabbrini sul “Sole 24 Ore”, “Next Generation EU è un progetto innovativo e senza precedenti”. Non sono soldi buttati a pioggia come nella nostra peggiore tradizione: “questi fondi dovrebbero aiutare le economie colpite a riconvertirsi, non solamente a ricostruirsi, lungo le linee della neutralità ambientale, della digitalizzazione tecnologica e dell’inclusione sociale”.
L’Italia se vuole presentarsi al confronto con gli altri Paesi europei in grado di essere ascoltata, non può farlo senza un grande progetto e precise linee di indirizzo. Giusto ascoltare i protagonisti indispensabili di ogni processo innovativo: gli imprenditori, i rappresentanti del lavoro, i tecnici e gli esperti. Ma la sintesi spetta al governo dopo il confronto con l’intero Parlamento. Dove anche l’opposizione non potrà limitarsi alle critiche ma dovrà formulare proposte in positivo. Che non siano le solite spese a beneficio dei serbatoi elettorali, come reddito di cittadinanza, quota 100 o 80 euro in busta paga.
Nicola Cariglia

Sono degli “statisti” statalisti del “postesin sicuro”.
Il tunnel stavolta è lungo, dato che non si vede ancora la luce. Sono deluso dalla modestia di Mattarella.
Per altro verso, il suo predecessore Napolitano è stato un MOSTRO di iniziative. Anche ai limiti della legittimità, che invece Mattarella non ha mai utilizzato. Forse per “timore reverenziale”?
L’attuale ostentata debolezza del nostro , sistema Paese, non è un buon viatico;e a renderla visibile non ha contribuito solo il governo, impegnato nel Festival delle inutilità di Villa Pamphili. Vi ha parimenti contribuito quella opposizione che, dopo avere invocato il confronto in sede parlamentare, lo hachiassosamente eluso abbandonando i lavori.