Caro Direttore,
Come avrà avuto modo di apprezzare, Silvio Berlusconi è, in questi giorni massicciamente presente su stampa e televisioni.
Lo è sia quando “ricorda” che sul meccanismo di stabilità fu il suo governo, nel 2011, a trattarlo in sede europea, salvo poi precisare che a ratificarlo fu Monti, depauperandolo dalla previsione degli eurobond, sia quando da Floris omaggia platealmente Bersani, imbarazzando perfino il navigato conduttore.
Io credo, e le domando cosa ne pensa, che in questo momento Berlusconi, al di là delle valutazioni “tecniche” sul “mes” e delle cortesie con l’ex segretario del PD , se potesse, parlerebbe bene perfino di Matteo Orfini…pur di dare un segnale al governo e smarcarsi così dal centrodestra a trazione Salvini/Meloni.
Si tratta di una ben ponderata strategia in vista un cambio di maggioranza, con previsione di una leadership diversa? O solo di un diversivo, tipico del personaggio, buttato là per cercare di tenere a galla l’ex carrozzone (oggi neppure calesse) di Forza Italia, o tutte e due le cose: nel senso che per ora butta il sasso, e dopo si vedrà?
Grazie e buon lavoro.
Andrea Mennini Righini
Caro Andrea,
Berlusconi fa Berlusconi. E gli altri gliene danno buon motivo. Mai come in questi frangenti questa classe politica è apparsa composta da scappati di casa. Mai si è presentata così ottusamente e inutilmente divisa. E, il vecchio Silvio ricorda che un buon gruzzolo di voti, che potrebbero essere utilissimi, lui ce li ha. Con l’aggiunta che, rispetto a Salvini, Di Maio e compagnia bella, pur avendo varcato gli ottanta anni, da lui è pure possibile ascoltare cose sensate. Potrebbe tornare utile, chissà. Per farci rimpiangere, ancora di più, quel “partito liberale di massa” che aveva promesso, e che avrebbe potuto realizzare, ma che, invece, è stato il suo più grosso fallimento. (n.c.)

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