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Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo

Già, sempre divisi sempre gli uni contro gli altri armati. “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.

di Carla Ceretelli | 1 Dicembre 2019

“E hai visto l’aquila volare. Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra, e la terra attraversata da gente di malaffare, e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare“ cantava  Francesco De Gregori.

Certo è banale ripeterlo ubicumque e aliquando, ma  più forte della  veemenza malvagia   è la perseveranza insieme a tenacia e  stabilità.

“Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince non grazie alla sua forza ma alla sua perseveranza” Budda, molto saggio, auspicava la contingenza, difficilmente  realizzabile,   ma non impossibile.

Infatti  l’uomo queste potenzialità le ha e, seguendo il metodo  Socratico della maieutica, non resta che tirarle fuori. E non soltanto in senso dialettico ma anche pragmatico. Senza imporre le proprie vedute, ma attivando  il ragionamento induttivo,  procedimento che, partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale.  Che si contrappone per significato a quello deduttivo, aristotelico,  che procede dall’universale al particolare.  Ma entrambi  metodi preziosi che si rincorrono in un circolo virtuoso. Attivandosi per estrarre il meglio che nell’uomo esiste.

 

Nota a margine

Nella mia presentazione dei Liberaldemocratici Italiani, come coordinatore della Toscana, scrivevo, in piena estate:

“L’Italia è ormai in preda ad una vera epidemia di ipomoderazione. Non e’ solo l’odio contro gli stranieri, contro i migranti, contro la polizia, contro i partiti, che dilaga. Un tutti contro tutti , un qualunquismo estremista che, su ogni tema , trasforma discussioni di politica civile, come opere pubbliche, tasse , sicurezza, in scontri campali, all’ultimo sangue. Tutto appare questione di di vita o di morte.

Abbiamo bisogno di moderazione che non significa come alcuni immaginano, inciucio e abbassamenti di testa con cappelli in mano verso qualcuno, bensì raccogliere, con pacatezza, ciò che unisce e accantonare ciò che divide, pena cadere nell’orrido.

Tutto questo a livello nazionale

Ma in Toscana siamo su un altro pianeta. Dal dopoguerra, la regione è in mano ai rossi. Nell’ultimo decennio al Rossi, il rosso Governatore dal 2010, già assessore alla Sanità nei due lustri precedenti. Nonostante una denuncia per falso ideologico dalla procura di Massa, alla fine caduta nel nulla.

In Toscana è campagna elettorale, e lo era , per le regionali del 2020, già prima della vittoria della sinistra a Firenze Livorno e Prato. C’era stato uno squarcio azzurro verde nel 2018 che aveva visto la vittoria del centrodestra a trazione lega dove stravinceva a Pisa Massa e Lucca.

“La Toscana non vota più compatta centrosinistra.” Si disse, ma è durato poco. La sinistra ha raccolto ciò che aveva sparso e si è ripresa, in manutenzione,  le tre  importanti province fra cui il capoluogo, addirittura al primo turno.

Intanto la disputa per il governo regionale è resa ancora più incandescente dai movimenti che si stanno verificando nel centrodestra dove, dopo il gran rifiuto di Paolo Del Debbio, che ho visto nascere nel ’94, che non è scemo e sta bene dove sta, sembra emergere la disponibilità dal senatore azzurro ed ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni socialista anche lui, al pari di Eugenio Giani, attualmente Presidente del Consiglio regionale , abilissimo animale politico, amato dalla destra forse più che dalla sinistra. Si sa, spesso, parenti serpenti. Che potrebbe dare filo da torcere al Rossi, che prontamente è rientrato nel PD da cui era uscito tempo fa. Il futuro darà risposte“.

Oggi abbiamo conferma che sarà proprio Eugenio.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”

 

Carla Ceretelli

 

 

Pubblicato in : EditorialeTag: campagna elettorale, centrosinistra, Eugenio Giani, firenze, futuro, governo, lega, livorno, lucca, massa, pd, pietrasanta, pisa, polizia, Prato, presidente del consiglio, sanità, scontri, senatore, stranieri, tasse, toscana

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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