Anche se le leggi italiane non
sono tra le più rigide nel mondo in materia di droghe illegali, sono comunque
proibizioniste: considerano alcune sostanze illegali, non soggette a
regolamentazione per il loro uso, alcune un po’ depenalizzate (non si va in
galera se si fuma uno spinello), ma tollerate con rigori attenuati delle leggi
essenzialmente per i consumatori e i piccoli venditori, mentre per i gradi
trafficanti, quelli che in tutti il mondo vengono indicati con l’idioma
spagnolo “narcos”, le leggi sono severissime, allineate a quelle di tutto il
resto del Pianeta e ai trattati internazionali firmati anche dal nostro Paese
in sede ONU.
Nel secondo caso (narcos) i “successi” della
prevenzione e repressione sono cronache quotidiane: grandi sequestri, grandi
arresti, grandi accordi, grandi protocolli anche coi Paesi produttori per
eccellenza come la Colombia (1), ma con il dato di fatto che, nonostante i
numeri dei sequestri ad ogni livello siano sempre in crescita, le quantità di
droghe presenti nel mercato illegale al dettaglio e il loro consumo sono
altrettanto in crescita. Qualcosa non torna. Ma questo sembra poco interessare
a chi ci governa e ci amministra in Italia e nel mondo, dediti più che altro a
rincorrere i loro miasmi ideologici sulla “droga zero” che non a dedicarsi al
passaggio di una legalizzazione che tratti il fenomeno con la serenità della
stessa legalità che non con la violenza blitz (di consumatori, spacciatori
piccoli e grandi, nonché trafficanti) delle polizie (2).
In questo contesto generale, ognuno ha a che
fare col suo proibizionismo “sotto casa”, quello che coinvolge la quotidianità
di ognuno, inclusi i nostri figli, nonché le “piccole istituzioni”.
Oggi la cronaca italiana ci offre tre vicende
sintomatiche.
A) Due 15enni sono stati fermati ieri 14 ottobre
dalla polizia in un giardino del centro della città di Siena mentre si erano
appena fumati uno spinello, acquistato da un qualche spacciatore in zona (3).
Cronache quotidiane che si riscontrano un po’ ovunque. Ma solo l’ultima per
farci capire il contesto normativo e culturale: la polizia li ha portati in
questura, uno dei due è stato “segnalato” perché sarebbe il detentore ufficiale
della sostanza, entrambi portati a casa dicendo ai genitori “state attenti”. E
quindi? E’ altamente probabile che i ragazzi continueranno, appena possono, a
farsi uno spinello. E se i genitori dovessero in qualche modo “sequestrarli” in
casa, è altrettanto altamente probabile che fumeranno lo stesso la loro canna,
con più attenzione e, ovviamente, più isolamento e alterità da genitori e
istituzioni. Successo della squadra di polizia che ha sentito l’odore di una
canna dal giardino senese Orto dei Tolomei ed è intervenuta con
suoi agenti impegnati per ore dietro alla
vicenda? Suvvia…: perdita di tempo della squadra, e quindi dei soldi pubblici
che, magari, avrebbero potuto essere meglio utilizzati contro le delinquenze di
ogni tipo, incluse quelle fiscali. La stupidità del proibizionismo si manifesta
anche in questo modo.
B) Il Comune di Treviso ha inserito nel
regolamento di Polizia Comunale una disposizione che prevede una multa di 400
euro a carico di chi “contratti, acquisti e riceva sostanze stupefacenti
in ogni area pubblica o aperta al pubblico” (4). Cosa c’entra il Comune in
materia? Nulla! All’approvazione del provvedimento, se verrà impugnato davanti
al Tar del Veneto, è altamente probabile che verrà bocciato. Crediamo che gli
amministratori di questa città lo sappiano (ce lo auguriamo….) che non è loro
competenza comminare sanzioni in materia ma devono far rispettare l’ordine
pubblico applicando le leggi nazionali. Ma perché lo fanno? Si chiama
propaganda. A spese delle istituzioni (ché tutto l’ambaradan ha comunque un
costo materiale per i contribuenti) vogliono lanciare un loro messaggio di
conferma delle leggi proibizioniste. Sarebbe bastata una campagna di
dissuasione con l’uso abituale dei vigili urbani in funzione di ordine pubblico
mentre applicano le leggi
nazionali… ma non gli bastava, l’amministrazione
di Treviso vuole dimostrarsi più dura, più forte, più creativa e più
decisionista per far arrivare il suo messaggio proibizionista. Peccato che,
invece, si dimostrano solo illegali e, in un contesto di capacità
amministrativa, ridicoli. Il proibizionismo si manifesta anche in questo modo:
la stupidità amministrativa.
C) In un processo in corso ad Ancona contro un
rivenditore di cannabis light, il pubblico ministero ha chiesto venti anni di
galera (5). Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo registriamo tutti i
costi di una macchina giudiziaria (particolarmente attiva nella regione Marche)
che, in virtù di una sentenza di Cassazione che “ha detto e non ha detto” in
materia (6), si è scatenata contro commercianti che vendono legittimamente
prodotti altrettanto legittimi. Macchina giudiziaria che registra anche
ingressi e uscite di galera, assoluzioni e condanne e tutti gli annessi e
connessi che si manifestano quando le leggi non sono precise per tutti, ma solo
soggette agli umori degli interpreti. Leggi commerciali, in questo caso, che
“fanno pendant” con le leggi generali sugli stupefacenti: mancanza di certezze.
Il proibizionismo si manifesta anche in questo modo: stupidità normativa.
Avremmo voluto/potuto aggiungere anche l’ultima
richiesta del ministro dell’Interno ai Prefetti: controllate meglio il
territorio contro lo spaccio (7). Ma si tratta di comune routine: tenere fresca
e viva l’attenzione (anche mediatica) dell’esistenza di se stessi e delle
proprie funzioni, nell’applicazione di leggi e prevenzioni dei reati e degli
illeciti che la nostra normativa in materia di stupefacenti si porta con sé.
Routine, per l’appunto, del contesto proibizionista, ma più che altro di ordine
pubblico in sé: la parola “droga” domani verrà sostituita con “scippi” o
“violenze”, etc..
1 – https://www.aduc.it/notizia/lotta+al+narcotraffico+protocollo+intesa+italia_136320.php
2 – blitz destabilizzanti ad ogni livello: Paesi
invasi dalle “leggi” dei narcos e con istituzioni corrotte sono all’ordine del
giorno in tutto il Pianeta. E in crescita.
3 – https://www.aduc.it/notizia/15enni+fumavano+spinelli+giardino+siena+segnalati_136327.php
4 – https://www.aduc.it/notizia/droghe+venditori+acquirenti+soggetti+multa+comune_136326.php
5 – https://www.aduc.it/notizia/cannabis+light+chiesti+venti+anni+processo_136322.php
6 – https://www.aduc.it/comunicato/cannabis+light+sentenza+cassazione+continua_29787.php
7 – https://www.aduc.it/notizia/spaccio+droghe+ministro+interno+prefetti+piu_136323.php
Vincenzo
Donvito, presidente Aduc

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