Si è compiuto in questi giorni, lo scambio di prigionieri tra l’Ucraina e la Russia. La richiesta della presidenza Zelensky era stata ufficialmente inoltrata da qualche settimana a Mosca. Tra questi, liberati i marinai ucraini sequestrati lo scorso anno nel mar D’Azov, appendice del Mar Nero, dopo essere strati assaliti da navi militari russe. Nello scambio, fulcro di questo accordo, sono rientrati due importanti prigionieri che avevano fatto parlare molto di sé. Il tribunale di Kyiv, infatti, ha concesso la libertà a Volodymyr Tsemakh, separatista, accusato dell’abbattimento nel 2014 del Boeing malese dove persero la vita 298 persone, molte delle quali di nazionalità olandese. In cambio, la libertà di Oleg Sentov, regista, che denunciò dalla Crimea i crimini compiuti dai russi sulla popolazione. Trentacinque per trentacinque, sono i prigionieri scambiati. Davanti ai microfoni Sentov, ha voluto con brevi parole ricordare tutti quelli che ancora oggi sono nelle prigioni russe, esortato l’Ucraina a resistere e vincere. La liberazione del separatista Tsemakh, che i giornali italiani riconoscono come una debolezza di Zelensky e dell’Ucraina, non hanno fatto bene i conti. Al contrario, la Russia ottiene un ucraino, non un russo. Ciò manifesta la responsabilità del disastro compiuto nei cieli vicino a Hrabove, nell’Oblast di Donetsk. Accettando lo scambio Tsemakh per Sentov, la Russia toglie un testimone al processo olandese. Tsemakh ha già rilasciato la sua testimonianza davanti a inquirenti olandesi, malesi, belgi e ucraini, prima di uscire di galera. La Russia per questo teme il processo, al quale il prossimo anno avrebbe dovuto partecipare con notevole imbarazzo, attraverso i suoi avvocati per difendere Tsemakh, ora già in Russia. Gli offriranno, prima o poi, un tea al polonio, come da tradizione, che normalmente si trova sulle mensole delle casalinghe o vicino al samovar. Più probabilmente gli offriranno del piombo, più a buon mercato, visto la grave crisi economica in cui versa il paese. Senza questo testimone, il processo andrà avanti lo stesso. L’Olanda, non ha chiesto ufficialmente la sua estradizione, ma le indagini svolte da più parti dopo cinque anni, hanno dato sufficienti prove per inchiodare Mosca dell’ abbattimento dell’aereo malese Boeing MH17 in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur. L’ucraino, era stato catturato dai servizi segreti ( USB) e considerato tra responsabili del lancio del missile Burk della 53esima brigata anti aerea russa. Gli altri, russi, sono Igor Girkin, Serghei Dubinsky, e Oleg Pulatov, sotto mandato di arresto internazionale come anche il separatista ucraino Kharchenko, soldato che si trovava a capo dell’unità militare. Il Presidente Zelensky, era determinato a ottenere la liberazione dei marinai e di Oleg Sentov, che nei quattro anni di prigionia aveva sostenuto lo sciopero della fame per ottenere la libertà dei suoi connazionali. Subito dopo la sua elezione, il giovane capo di Stato, aveva espresso in merito allo scambio dei prigionieri parole sorprendenti, al punto che si sarebbe inginocchiato pur di ottenere la richiesta. Una carta però, che puoi giocare solo una volta davanti a Putin e che per una volta, non avrebbe avuto il sapore della sottomissione.
Enrico Martelloni

E’ sempre il più forte che nello scambio alla pari dimostra debolezza. Quindi la Russia. D’accordo con Enrico Martelloni.