Conosco poco o nulla della della Signora che si è presentata alla firma con una specie di palandrana azzurra. Sarebbe stato opportuno, dato che l’abito in questo caso fa il monaco, che si fosse abbigliata con un bel tailleur di sartoria, che oltre alla presenza avrebbe migliorato anche la sua silhouette.
Non sono femminista e non difendo le donne a tutti i costi, e a prescindere, come si usa dire in modo orripilante, dunque nemmeno lei. Se ne sono dette di tutte, che ha iniziato a lavorare presto, chi dice a 15 chi addirittura a 12 anni. Roba da denuncia per sfruttamento di minore.
Ma non è di questo che voglio parlare.
Non esistono titoli di studio nè ceto nè origine sociale che possano chiudere le porte dorate e intarsiate a qualunque cittadino. Se poi avesse dei piccoli, o grossi, nei , questi verrebbero prontamente messi in bella evidenza quando fosse opportuno per qualcuno. Amici o avversari.
Ma quello che mi va di esternare è il fatto che la suddetta signora in azzurro, è stata infamata, spesso iperbolicamente, e per questo è stata, giustamente difesa, ma da alcuni addirittura acclamata fino ad essere definita eroina.
Allora mi sovviene che tutti coloro che hanno passeggiato sui pavimenti marmorei sono stati presi in giro. Naturalmente coloro che si sono messi in evidenza, per i più svariati motivi. Per meriti o demeriti. Non voglio citare i grandi di una volta, dalla gibbosità del divo Giulio, alla pancia di Giovanni della famosa fondazione che, si diceva, era talmente epa che non riusciva a vedersi un attributo fisico che per un uomo è abbastanza importante, in varie attività, ludiche o fisiologiche.
Ecco ho citato soltanto un paio nostri notissimi emeriti concittadini. Che purtroppo non ci sono più. Ma sono sopravvissuti egregiamente alla satira, talvolta eccessiva e volgare.
Dall’avvento della cosiddetta seconda repubblica e di internet, tutto questo si è moltipicato in modo esponenziale. Crozza docet, tanto per citare uno di quelli che vive prendendo in giro, più o meno bonariamente ma spesso in maniera esagerata e iperbolica, appunto, i politici di ogni razza e provenienza. E di ogni genere. Dalla faccia pastificata e i sonnellini di Silvio alle citazioni sula mancanza di titolo di studio adeguato al ruolo della rossa già vice presidente del Senato. Tanto per citarne altri due contemporanei e viventi.
Ma francamente non ricordiamo una levata di scudi così imponente come questa alla quale stiamo quotidianamente assistendo nei confronti e in difesa spasmodica della Signora in azzurro, semplicemente perchè è in sovrappeso e veste come la sciura Cesira. Roba che a casa sua può fare tranquillamente, mentre sarebbe opportuno un abbgliamento più consono in certe location e durante eventi di tale portata. In realtà l’abito non è affatto inelegante, semplicemente non le si addiceva. Il fatto che ha iniziato presto a lavorare non la esime da certe opportunità istituzionali. Ma, per arrivare al dunque. Perchè appunto, questa alzata di scudi. Dovrò approfondire.
Certo, la giudicheremo per l’operato nell’esecutivo e non per il suo passato. Proprio come tutti gli altri.
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Una bambina di sei anni citata impropriamente insieme al babbo in modo più che impudente. Punto. E basta.
I bambini non si toccano.
“Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate” offendendo, implicitamente, anche la mamma.

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