Scipio Slataper fu letterato e collaboratore della Voce di Prezzolini. Allo scoppio del primo conflitto mondiale si arruolò volontario e , dopo una prima ferita che gli valse un periodo di convalescenza a Firenze, rientrò in linea e cadde sul Podgora, meritando la medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: “ Volontario di guerra, irredente ,partecipava a sua domanda ad una rischiosa ricognizione a una posizione nemica. Con mirabile esempio di ardimento e sprezzo del pericolo, alla testa dei suoi uomini, si lanciava sulle trincee avversarie, impegnando con una pattuglia austriaca , ivi appostata, un’aspra lotta a colpi di pistola, finchè, colpito mortalmente alla gola cadeva impigliato nei reticolati nemici”. Podgora,3/12/1915
Il figlio ,nato qualche mese dopo la morte del padre e battezzato con lo stesso nome ,fu richiamato come ufficiale di complemento allo scoppio della seconda guerra mondiale. Inviato sul fronte russo come ufficiale di artiglieria alpina della divisione Julia si comportò con grande valore per cadere infine durante la ritirata venendo decorato con medaglia d’oro al valor militare “ alla memoria” con la seguente motivazione: Scipio Slataper Secondo S.Ten. cpl. 30°RGT art. alpina ,div. Julia” Ufficiale addetto ai collegamenti di un comando di reggimento di artiglieria alpina, dislocato in un osservatorio avanzato sul Don, attaccato improvvisamente da una pattuglia avversaria, balzava alla testa di pochi artiglieri e, sotto violento fuoco ,costringeva il nemico a precipitosa fuga. Benchè ferito al capo da una scheggia di bomba, si lanciava all’inseguimento, riuscendo a catturare un ufficiale e 4 soldati e, rientrato nelle nostre linee, rimaneva con i suoi uomini per condividerne la sorte. Successivamente partecipava ad una estenuante ed epica fase di ripiegamento, durante la quale lo si vedeva sempre alla testa dei superstiti artiglieri che trascinava con l’esempio a lotte corpo a corpo per rompere l’accerchiamento del soverchiante nemico. Nemmeno la rottura di un braccio, provocata da un colpo di mitragliatrice, stroncava il suo slancio. In un estremo combattimento, superando con la virtù indomita dello spirito lo strazio del corpo ormai esausto, riusciva ad azionare una mitragliatrice rimasta senza serventi. Nel disperato tentativo di arrestare ancora una volta il nemico irrompente, scompariva nella mischia. Fulgida figura di soldato, fedele alle tradizioni di italianità della sua famiglia e della gente triestina”. Gaia baia-Posto jali- Nowo Georgiewki- Nowo Postepdewka-Russia
Le guerre non hanno mai risolto i problemi, ma ne hanno creati di nuovi. Le motivazioni delle decorazioni sono anzi la dimostrazione di come le generazioni impegnate nei conflitti vi perdano i propri migliori elementi.
Mario Barnabé ( I° capitano medici della riserva di complemento in congedo)

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