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Viaggiare sicuri. Follie estive: far fede a quanto ci dicono sugli Usa?

di Vincenzo Donvito | 12 Agosto 2019

Siamo già partiti o stiamo per farlo. Comunque in tanti andiamo oltre l’Italia e, talvolta, nei cosiddetti Paesi a rischio. Il ministero degli Affari Esteri ha un servizio di allerta in merito (http://www.viaggiaresicuri.it/) che, ovviamente, vale solo fino ad un certo punto… Per esempio, nel settore “Avvisi in evidenza”, per la Francia, aggiornato al 1 luglio (sì, è vero, al 1 luglio), c’e’ scritto di fare attenzione alle manifestazioni dei “gilet gialli” ché potrebbero costituire un pericolo. Certo, ci sono altri avvisi più aggiornati, ma questo colpisce come alcuni altri luoghi (tipo Ecuador) aggiornati sempre all’inizio di luglio.
Ma ci stupisce, insieme a sì tanta solerzia per la Francia (1) che non si faccia attenzione, per esempio agli Usa, visto quanto è accaduto in Texas, Ohio e oggi in California, e visto anche il recente terremoto in questo Stato. I motivi potrebbero essere tanti, ma noi ci limitiamo ad osservare e a non giudicare o indicare. Osservare significa dare informazioni ché ognuno le usi come meglio crede.
Ci siamo per questo impegnati a sfogliare un po’ di media nel mondo.
Il governo uruguaiano informa di “prendere precauzioni estreme di fronte alla crescente violenza indiscriminata, principalmente i crimini d’odio, inclusi il razzismo e la discriminazione, poiché sono state le cause che hanno ucciso più di 250 persone nei primi sette mesi di quest’anno”. Incolpando il “possesso indiscriminato di armi da fuoco da parte della popolazione”, raccomanda a tutti, ma soprattutto ai bambini, di evitare centri commerciali e parchi a tema. L’Uruguay qualifica Detroit, Baltimora e Albuquerque, “tra le 20 città più pericolose al mondo”.
All’Uruguay si è unito – con la sua credibilità… – il Venezuela.
Il consolato giapponese a Detroit (lo apprendiamo dal Los Angeles Times) ha avvertito questa settimana che i suoi cittadini “dovrebbero essere consapevoli del potenziale di incidenti dovuti ad armi da fuoco ovunque negli Stati Uniti”, in quanto si tratta di una “società armata”.
Il Messico, che ha perso molti dei suoi cittadini nel massacro di El Paso, ha persino annunciato che sta prendendo in considerazione un’azione legale perché gli Stati Uniti non stanno proteggendo adeguatamente i cittadini messicani negli Stati Uniti. Il suo ministro degli Esteri ha annunciato “una serie di misure legali, diplomatiche e di protezione per garantire giustizia alle vittime delle sparatorie e proteggere i diritti delle comunità messicane negli Stati Uniti”.
È possibile che la paura all’estero sia sostenuta dalle parole che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fato conoscere al mondo intero: bande e stranieri illegali hanno “invaso” il confine e inondato di droga il paese. Le città americane sono così “pericolose”, “sporche” e piene di roditori che “nessun essere umano” vorrebbe vivere in esse. La direzione dell’FBI è “corrotta” e il Dipartimento di Giustizia è così dubbioso che “Giustizia” deve essere posto tra virgolette. Non esiste una “sicurezza delle frontiere”, ci sono “assassini che entrano” oltre il confine. I membri della banda MS-13 (https://en.wikipedia.org/wiki/MS-13) che usano i machete hanno “trasformato i nostri parchi pacifici e i bellissimi quartieri tranquilli in campi di sterminio macchiati di sangue”.
In questa follia di informazioni, potremmo aggiungere: Attenzione! I viaggiatori negli Stati Uniti dovrebbero essere consapevoli che il controllo della qualità dell’aria e dell’acqua è stato abbassato, milioni hanno perso l’assicurazione medica, il presidente chiede ad alcuni deputati e senatori di lasciare il Paese e i bambini che sono stati separati dal loro I genitori vivono in gabbie.
Ovviamente questo lo scriviamo mentre ci stiamo imbarcando per New York e San Francisco. E’ il bello dell’informazione a 360 gradi e con fonti MAI disinteressate, incluso il nostro ministero degli Affari Esteri.
1 – motivata forse dal diffuso “odio” manifestato verso questo Paese dai partiti del governo italiano? E’ una battuta….

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

 

 

ADUC/2

 

 

Criptovalute e delinquenze. Agire subito!


La Procura nazionale DNA (Direzione Nazionale Antimafia) ha presentato la sua relazione 2019 (dati 2018) dove, in un capitolo di 25 pagine comunica le sue preoccupazioni per le criptovalute che, nello specifico (a parte quindi gli evasori fiscali) riguarda l’uso delle stesse da parte di criminali e terroristi. Il tutto è decisamente preoccupante ma, non essendo noi dei “luddisti”, non pensiamo alle soluzioni più “semplici” in materia, cioè vietare (come alcuni Stati “secondari” si sono affrettati a disporre (1)), ma ci impegniamo per cercare di contribuire a trovare soluzioni. Consumatori e utenti – ultimo anello della “filiera” – ne sono ampiamente coinvolti. Al pari di produttori e operatori che hanno nuove opportunità di mercato e di produzione della ricchezza. I “decisori” (di qualunque livello: nazionale, comunitario, internazionale e transnazionale) devono intervenire subito se non vogliono ritrovarsi a dover rincorrere una sorta di mostro cresciuto
nella loro indifferenza e superficialità, financo arroganza convinti (loro) di poter continuare ad essere gli unici ad essere autorizzati all’emissione di valuta.
Per meglio capire ed inquadrare il fenomeno. Nel mondo ci sono 2.426 criptovalute che hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 307 miliardi di dollari. I loro portafogli digitali (dove sono depositate le monete virtuali) sono oltre 40 milioni in tutto il mondo. Gli Atm, bancomat attraverso i quali si possono ritirare e cambiare monete digitali, sono complessivamente 5.362, 47 dei quali sul territorio italiano (2).
La più nota e più diffusa criptovaluta è il Bitcoin, in un contesto in cui, a nostro avviso, affidare i propri risparmi a questa moneta digitale sarebbe come giocare gli stessi risparmi al casinò. E’ in arrivo la Libra di Facebook che, proprio perché con cotanto padrone oltre che inserita in un contesto di riferimenti valutari di una ufficiale affidabilità, sembra che dovrebbe “sbancare” e imporsi in maniera pesante (3).
Poi ci sono le “monetine virtuali”, quelle un po’ casereccie che possono anche essere strumento di potenziali o declarati delinquenti e che, proprio perché casereccie, coinvolgono piccoli risparmiatori con il miraggio del facile guadagno (4). Miraggio che in questi ultimi anni ha trovato ampia speranza nel trading online, ma che per l’appunto è rimasto al livello di miraggio/truffa (5).
In questo contesto non svolge un ruolo secondario la decrescente sfiducia dei risparmiatori verso le banche di ogni tipo, per diversi motivi: gli scandali finanziari delle stesse per sottrarre soldi ai loro clienti e la successiva indisponibilità, quand’anche riconosciute colpevoli, a porvi rimedio; l’affermazione politica (in Italia sono al governo) di approcci finanziari e bancari dove si tende a far un “fascio di tutta l’erba” (includendovi anche le istituzioni Ue) evocando pesanti interventi dello Stato nazionale. Sfiducia che porta i risparmiatori a guarda con maggiore attenzione offerte come criptovalute e trading online, e dove gioca un ruolo pesantissimo la quasi totale ignoranza finanziaria del risparmiatore medio (6).
La relazione DNA è un importante contributo in merito alla comprensione: la richiesta dei preposti alla politica perchè possano essere dotati di strumenti più efficaci, consoni e aggiornati a far fronte agli usi illegali. Una richiesta con soluzioni difficili perché, per ottenerle, occorre coinvolgere tutto il mondo, inclusi quelli che non si parlano tra di loro oltre che combattersi con tutti gli strumenti possibili e immaginabili delle guerre, inclusi quelli digitali.
Noi Aduc possiamo solo denunciare dopo che percepiamo e raccogliamo informazioni e storie (in genere quelle cosiddette più piccole, ma che, proprio perché tali, sono “campanelli d’allarme”). Con, nel frattempo, cercare di trovare strumenti di riduzione del danno: al primo posto dei quali l’informazione.


1 – https://investire.aduc.it/articolo/cryptomonete+africa+colpo+frusta+all+integrazione_29850.php
2 – IlSole24Ore del 07/08/2019
3 – https://investire.aduc.it/articolo/facebook+libra+smantellare+regolamentare_29690.php
4 – E’ proprio di questi giorni la vicenda di “Amicopolis – Italian Social Network”, una società con tanto di “monetina virtuale”, e i cui siti Internet e conti bancari sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza per i reati di truffa, autoriciclaggio, emissione abusiva di moneta ed esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria. Vicenda sulla quale Aduc è parte in causa per la difesa delle eventuali vittime: https://investire.aduc.it/comunicato/social+network+amicopolis+conti+correnti_29878.php
5 – https://investire.aduc.it/articolo/truffe+finanziarie+spuntano+come+funghi+anche_29760.php
6 – https://www.aduc.it/notizia/educazione+civica+ma+anche+finanziaria_136079.php


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, banche, consumatori, conti, estero, finanziaria, francia, genitori, governo, governo italiano, incidenti, integrazione, italia, mercato, merito, misure, mondo, mondo intero, notizia, persone, razzismo, soldi, speranza, stati uniti

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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