Non vi è nessuna regione, nessuna provincia, nessun comune o comunello, dove vi sia una maggioranza gialloverde, e neppure una opposizione di tale natura. La Lega in ogni territorio sta in una alleanza di centrodestra o da sola. Anche nelle ultime elezioni politiche del 4 marzo Salvini il suo 17 per cento e i suoi parlamentari e senatori li ha eletti con Berlusconi e la Meloni. Certamente oggi lo scenario politico è profondamente mutato, e dopo le europee il peso elettorale della Lega è notevolmente rafforzato . Ma il governo gialloverde è traballante, litigioso e improduttivo e sotto attacco dell’ Europa. La situazione economica vira verso il peggio e ci si aspetta un autunno molto caldo. Una parte della Magistratura ha messo nel mirino le scelte sull’ immigrazione di Salvini. E molti leghisti si interrogano per quanto potrà durare ancora il vento in poppa, in queste condizioni difficili. I governatori, i sindaci, gli assessori leghisti vivono quotidianamente le difficoltà di un governo che non governa. Meglio, quindi, andare al voto, al più presto. Con i grillini in ribasso ed un PD nelle nebbie, la vittoria sarebbe più che certa. Potrebbe nascere un governo forte, legittimato dalle urne e con un numero di parlamentari doppio rispetto a quello attuale. Ma Salvini tentenna, ha paura di trappole e tranelli. L’ errore di Renzi che dopo il quaranta per cento alle europee ebbe il timore di andare subito ad elezioni politiche anticipate con il successivo crollo non è stato scordato. E la truppa leghista ha una buona memoria. Ma i veri leader si misurano proprio nei momenti più ardui. La partita è tutta da giocare
Roberto Caputo

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