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Governo. Quota 100 e reddito di cittadinanza. Sogni lisergici

Occorrono 43 miliardi per il triennio. E se si vuole procedere anche alla sterilizzazione di imposte e accise, altri 63. In tutto 106 miliardi di debito.

di Primo Mastrantoni | 20 Gennaio 2019

In attesa di una analisi del decreto su quota 100 per le pensioni e reddito di cittadinanza, alcune brevi considerazioni ci sembrano opportune.

Quota 100 per le pensioni: per il triennio 2019-2021 sono stanziati circa 22 miliardi che potrebbe riguardare 1 milione di persone, con 62 anni di età e 38 anni di contributi.
Ogni anno di anticipo del pensionamento, però, comporterà una riduzione media del 4% della pensione. Ogni pensionando valuterà la convenienza, ma se l’anticipo pensionistico sarà di 5 anni significa una riduzione della pensione del 20%.

Reddito di cittadinanza: per il triennio 2019-2021 sono stanziati circa 21 miliardi; la platea interessata dovrebbe essere di 5 milioni di persone, ma con i soldi stanziati i conti non tornano. Contro le eventuali frodi dovrebbe vigilare l’Inps che sarà tenuto a controllare, entro cinque giorni lavorativi, la fondatezza dei requisiti di chi ha presentato domanda. Cinque giorni per la verifica? Abbiamo seri dubbi.

La somma degli interventi per il triennio è di circa 43 miliardi di euro. Trovarli sarà un problema, perché se si vuole procedere anche alla sterilizzazione di imposte e accise, per il medesimo triennio, il Governo dovrà accollarsi circa 63 miliardi che, sommati agli interventi soprascritti, portano la “spesa” pubblica a 106 miliardi.
In totale 106 miliardi di debito.

Ci sembrano sogni lisergici.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: aduc, anni, considerazioni, conti, euro, giorni lavorativi, governo, inps, pensione, pensioni, persone, soldi

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