La presentazione del primo volume della collana “La Fede Operosa, Piccola Biblioteca del Riformismo socialista” voluta dalla Fondazione “F. Turati” , a cura di Gian Luca Corradi con prefazione del Prof. Zeffiro Ciuffoletti ( Edizioni Lucia Pugliese – Il Pozzo di Micene), è stata l’occasione per una riflessione a 360 gradi sulla crisi della sinistra, in particolare quella italiana, e sul particolare momento politico che sta attraversando il nostro Paese.
Padroni di casa, in Palazzo Vecchio a Firenze, con i loro Presidenti, Nicola Cariglia, Giorgio Benvenuto e Marco Gianfranceschi, tre Fondazioni che si richiamano ad alcuni dei principali protagonisti del riformismo italiano del ‘900, Turati, Nenni e Saragat. A confrontarsi, sul volume “Alle origini della Sanità pubblica, i Riformisti e la medicina sociale”, Franco Camarlinghi, Federico Gianassi e Zeffiro Ciuffoletti con Luciano Pallini come moderatore.
Il dibattito ha ripercorso le battaglie portate avanti dai riformisti all’inizio del secolo scorso, spesso in minoranza e con la forte opposizione delle correnti massimaliste. Battaglie che hanno permesso ai Paesi europei di diventare la parte del mondo dove si gode di maggior libertà e dove si vive meglio, con maggiori tutele e maggiori diritti. Il crollo del comunismo, con la fine dell’Unione Sovietica e la caduta della cortina di ferro, ha coinciso però con la crisi di tutte le esperienze socialdemocratiche soprattutto in Europa, visto che in Italia il pensiero riformista è sempre stato in fortissima minoranza. La fine del ‘900 infatti ha visto profondi cambiamenti economici e sociali, nuove modalità di lavoro si sono affacciate all’orizzonte e la globalizzazione, che ha avuto sullo scenario mondiale effetti molto positivi, ha fatto pagare soprattutto ai Paesi europei il conto della redistribuzione della ricchezza. Il riformismo socialista non ha saputo o fatto in tempo ad adeguarsi al nuovo contesto. Questo ha portato al sopravvento, maggiormente nel nostro Paese e meno nel resto del continente europeo, di movimenti populisti e xenofobi che offrono risposte solo apparentemente efficaci ai problemi e alle difficoltà dell’oggi.
La risposta socialdemocratica però mantiene intatta tutta la sua validità perché pone l’uomo al centro della sua riflessione e cerca punti di equilibrio sempre più avanzati fra le esigenze del capitale e i diritti delle persone.
E’ sulla base di questa consapevolezza che la Fondazione Turati ha voluto dare il via alla Piccola Biblioteca del socialismo riformista, per riflettere e ripensare alle grandi battaglie fatte, per approfondire la conoscenza dei personaggi che, spesso incompresi, quelle battaglie hanno portato avanti e per contribuire a trovare in tutto questo lo spunto e lo stimolo per le nuove risposte di progresso che la società di oggi richiede. Su questo progetto non è allora un caso che abbiano deciso di convergere anche le Fondazioni Nenni e Saragat.
L’impegno comune sarà ora quello di restituire attualità al riformismo socialista anche per dare una nuova prospettiva di sviluppo al nostro Paese.
Giancarlo Magni
“Alle origini della sanità pubblica, i riformisti e la medicina sociale” è il primo volume della collana. E’ in stampa il secondo volume sulla Grande Guerra e l’azione dei riformisti.
Chi fosse interessato a ricevere notizie sulle modalità di acquisto dei volumi o ad organizzare incontri e presentazioni può scrivere una mail a: g.gonfiantini@fondazioneturati.it

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