Gli episodi di violenza nella capitale libica Tripoli a cavallo tra agosto e settembre 2018, proseguiti anche nelle scorse settimane, seppure con minore intensità, testimoniano due fatti. Da un lato la crisi libica continua a protrarsi nel tempo, e dall’altro l’ingovernabilità del paese – derivante dalla mancata ricostituzione del monopolio dell’uso della forza da parte di un’autorità unica e riconosciuta – appare difficilmente sovvertibile nel breve periodo. Nonostante l’esistenza del governo di Accordo nazionale (Gna), presente nella capitale da ormai più di due anni, le istituzioni statali, riconosciute a livello internazionale, restano deboli e confinate in una piccola parte del territorio.
A dominare il quadro libico restano le appartenenze sub-nazionali, che impediscono la ricostruzione di una legittimità e di un senso di identità estesi su tutto il territorio nazionale. Il Gna sembra vittima dello stesso cartello di milizie al quale si appoggia per garantire la propria sicurezza nella capitale Tripoli, mentre la figura del feldmaresciallo Khalifa Haftarsembra guadagnare consensi non solo ad est, dove controlla gran parte delle milizie sotto il cappello della Libyan Army, ma anche a sud e ad ovest. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/10/italia-libia-contributo-stabilizzazione/

Lascia un commento