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Dietro cravattino e giacchettino il nulla

Def respinto da un’Europa nemica mentre Giggino sorride stereotipicamente.

di Carla Ceretelli | 8 Ottobre 2018

Che dire, che ci aspetta? Etica in politica o politica etica?

Intanto rimaniamo in fervente attesa  della spiegazione che Giggino ci  darà in merito  alle spese immorali e  a quelle etiche e,  in subordine,  come farà/ farebbe  a  verificare e constatare le medesime.

D’altro canto, da   europeisti convinti quali siamo, non possiamo non   rivendicare  la libertà di esprimere tutta l’ insoddisfazione per questa Europa dei portafogli e degli egoismi organizzati. Questa burocrazia europea ha tradito le speranze di tutti noi, con i  fondatori Adenauer Schuman De Gasperi e poi Brandt, Delors ed altri. E’ mancato il coraggio, la visione, la volontà, di costruire una entità politica comune, ci siamo seduti sul binomio condominiale  Franco-Tedesco mentre un improvvido allargamento, forse con  Prodi,  ha complicato le cose. La crisi  globale poi ha esaltato i limiti e le contraddizioni di economie diverse che non possono camminare insieme e tantomeno essere in simbiosi. Siamo schiacciati da due forze contrarie,  come nella deriva dei continenti prodromica  di catastrofici terremoti.  E’ probabile che tra 250 milioni di anni il nostro Paese sia schiacciato tra Asia e America.  Nel frattempo  infatti Cinesi Russi e Americani premono ai labili confini per azzannare deglutire e digerire   i bocconi migliori  mentre  torme di disperati migrano credendo di trovare un futuro. Per convinzione personale, disperazione vera o  abbagliati e  allucinati dagli specchietti per le allodole di delinquenti seriali travestiti da salvatori umanitari. O semplicemente per sfruttare quel welfare che  rischia di perdere anche chi è nato vissuto cresciuto e invecchiato qui.

Bisogna cambiare regole e mentalità ma servirebbero leader politici di spessore che al momento scarseggiano. O non ci sono affatto.  O per lo meno non si sono appalesati.

Intanto,   come loro costume,  ci osservano i corvi europei. Moscovici manda irresponsabili messaggi che ci danneggiano e grida al lupo, per la riemersione  di destre e movimenti euroscettici.  Ma come al solito confonde il sintomo con la malattia.

Lui, il vicepremierino inteccherito e permanentemente gaio,   insieme  al suo sodale  slabbrato sboccato  e caciarone  hanno promesso l’irrealizzabile e dunque, con molta probabilità  deliberatamente,  presentato un DEF che porta al dissesto per poi poter dare la colpa all’Europa e ai mercati. Tanto chi paga il conto sono i cittadini italiani. Pericolosi,  ma si sapeva o almeno si poteva ipotizzare. E il peccato originale è di chi gli ha dato l’incarico mettendo le pere con le mele. Aborro la proposizione, ma rende molto bene l’idea.

Era quello che lui voleva. Purtroppo il piano diabolico  appare  quello di far saltare l’Italia e con questo l’Europa. Ma non è ancora chiaro cui prodest, almeno non per me.

Ma quello che è inquietante è il vuoto assoluto di principi,  concetti e  postulati dietro ai cinquestelle.  Un’armata brancaleone  di straccioni rivestiti a festa.  Ma, sotto il vestito, niente. Bando alle ideologie stantie e obsolete, ma qualche ideuzza innovativa  di base ci vorrebbe. Invece il suddetto movimento  è tutt’altro che in moto. Certamente non in avanti, ma , come i gamberi,  viaggia vertiginosamente all’indietro recuperando   quello che di più vieto  desueto o addirittura rancido il passato offre. Il vuoto assoluto di un agglomerato di voti sostenuto, anzi non sostenuto,   da  alcun principio etico.  Termine che il ministrino dei lavoretti deve aver imparato di recente e di cui si è innamorato perdutamente. Mettendolo in custodia nello scrignetto delle allitterazioni  e dei  pochi lemmi  di cui conosce il significato. Forse.  Di quelli non memorizzati. A pappagallo.

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : EditorialeTag: adenauer, anni, cittadini italiani, de gasperi, europa, futuro, mercati, nato, prodi

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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