• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Tra benessere e malessere, un limite da identificare

Quali sono i criteri minimi di funzionalità a cui deve attenersi il progettista che riguardano i vari problemi concernenti la sicurezza, l’igiene, la vivibilità e la dimensione di un ambiente-chiuso quale è quello che per definizione identifichiamo come carcere?

di Domenico Alessandro de'Rossi | 8 Ottobre 2018

Con l’atto di indirizzo 2019[1], così si è espresso il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: “…Per fronteggiare in modo adeguato il fenomeno del sovraffollamento degli istituti e per garantire dignitose condizioni di vita alle persone detenute, è indispensabile attuare un piano per l’edilizia penitenziaria che preveda la realizzazione di nuove strutture, l’ampliamento ed ammodernamento delle attuali, nonché la nuova destinazione di edifici dismessi…”.   Siamo noi, ora, che rivolgiamo per l’ennesima volta al DAP le seguenti domande, visti e condivisi gli indirizzi del ministro, più volte rappresentati su articoli, interventi e saggi dedicati[2]. Quali sono i criteri minimi di funzionalità a cui deve attenersi il progettista che riguardano i vari problemi concernenti la sicurezza, l’igiene, la vivibilità e la dimensione di un ambiente-chiuso quale è quello che per definizione identifichiamo come carcere? Che vuol dire benessere dentro il carcere? E’ legittimo porre un simile interrogativo? Al penultimo quesito si potrebbe rispondere semplicemente richiamando “tutto ciò che non comporti il suo contrario”, cioè l’inquietudine, il turbamento, la depressione, il dolore, il desiderio di autoannientamento. A prima vista queste potrebbero sembrare domande retoriche poiché si ritiene che il carcere debba offrire, ovviamente senza disagio e sofferenza, solo l’obbligo della permanenza all’interno di spazi ristretti nella misura (minima) consentita, unitamente ad altri spazi ove possano essere garantite quelle attività permesse, destinate alla formazione, alla socializzazione e al lavoro. La restrizione della libertà, che da sola corrisponde alla condanna, impone esclusivamente la permanenza del condannato in ambienti chiusi (ancorché differenziati); ove lo spazio fisico e perciò la dimensione, sono intenzionalmente ridotti; di fatto volti a diminuire la capacità di movimento. Aldilà delle misure minime riscontrabili nell’arida normativa dedicata, un sicuro motivo di interesse per il progettista (e non solo) è dato dalla individuazione del limite sottile e dall’accertamento di quella soglia minima che divide un non meglio definibile benessere da un sicuro, accertabile e obiettivo malessere all’interno dei ristretti spazi del carcere. Qui, più in generale, entreremmo nel vasto campo della medicina penitenziaria, argomento che però esula dalla presente analisi ma che volentieri rimandiamo a chi in questo campo è direttamente impegnato professionalmente. Il grave fatto occorso recentemente presso il carcere di Rebibbia a Roma, dove la detenuta ha fatto morire i suoi bambini, meriterebbe un approccio problematico molto più vasto rispetto a quello finora adottato in termini sbrigativi di tecnicalità burocratica e di politica gestionale. Questi drammatici casi che emergono dalle diverse realtà penitenziarie – scoprendo “improvvisamente” una certa inadeguatezza nell’apparato politico-gestionale della carcerazione – dimostrano in modo sempre più evidente l’urgenza di una non rinviabile e attenta riflessione destinata ad nuovo assetto formativo. Un organico programma sistemico-culturale, finalizzato alla costruzione di una intelligenza organizzativa multidisciplinare destinata a comprendere e meglio gestire taluni casi più sensibili, comunque inquadrati all’interno di un disegno strategico ove la detenzione non si configuri come discarica umana ma come opportunità di recupero e di rispetto per l’individuo. Non ci risulta purtroppo che gli “Stati generali dell’esecuzione penitenziaria” voluti dal ministro Orlando, abbiano saputo affrontare in tale chiave culturale la complessità del problema. Dell’indifferenza e della inutilità di quel “sinodo”, rappresentato dagli Stati generali ne è prova l’ultimo progetto approntato dal DAP relativamente al nuovo penitenziario di Nola[3].

 

prof. arch. D. A. De’ Rossi

 

[1] 4.2) Edilizia penitenziaria e giudiziaria.

[2] “L’universo della detenzione”  – Mursia ed. Milano 2011 e  “Non solo carcere” – Mursia ed. Milano 2016  con interventi e a cura del sottoscritto e AAVV

[3] “L’universo della detenzione”  – Mursia ed. Milano 2011 e  “Non solo carcere” – Mursia ed. Milano 2016  con interventi e a cura del sottoscritto e AAVV

[4] http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/il-qnuovoq-carcere-di-nola-quando-alle-parole-non-corrispondono-i-fatti

Pubblicato in : EditorialeTag: 2011, lavoro, milano, misure, movimento, persone, roma

Info Domenico Alessandro de’Rossi

Architetto e urbanista, già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Nel 2005 è stato chiamato dal governo della Libia per la pianificazione del nuovo Programma Penitenziario conforme alle disposizioni dei Diritti umani sotto il patrocinio delle Nazioni Unite coordinando docenti universitari e professionisti per il Piano nazionale delle carceri dello Stato per oltre 6000 detenuti. E’ responsabile nazionale dell’Osservatorio LIDU onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) “Persone private della libertà” e cofondatore del “Tribunale Dreyfus”, organizzazione per la difesa della giustizia giusta. Ha curato e scritto il libro “NON SOLO CARCERE”, Mursia ed. 2016

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Brasile: alla fine, con Lula, ha vinto la democrazia
  • Luca Bagatin su Salvini e Lula, due rielezioni e il potere che non vuole cambiare
  • Luca Bagatin su Il Brasile al ballottaggio: quando la politica perde un dito, ma non la faccia 
  • Luca Bagatin su Tra Lula e Bolsonaro non è una sfida difficile
  • Luca Bagatin su Quando il popolo si stanca, il potere dovrebbe cominciare ad avere paura
  • Franco Guerrazzi su Sicurezza per chi? Tra decreti, manganelli e lavoratori che non ce la fanno più
  • Luca Bagatin su Jeffrey Sachs e Dario Rivolta, per un’Europa autonoma e orientata alla pace
  • Alessandra dal Verme su Jeffrey Sachs e Dario Rivolta, per un’Europa autonoma e orientata alla pace
  • Alessandra dal Verme su Jeffrey Sachs e Dario Rivolta, per un’Europa autonoma e orientata alla pace

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti