Conversazione in piscina
Si disquisisce sugli accenti aperti o chiusi fra Firenze e Pisa.
Una signora a un gruppetto di ragazzini : “Manzoni andava a sciacquare i panni in Arno che passa anche da Pisa…”
Ragazzino:
“chi è Manzoni?”
Penso che stia scherzando
e mi inserisco:
“maddai.. Alessandro”
“si, ma chi è, che faceva?”
“uno scrittore.. l’autore dei Promessi Sposi”
“Ah ma non l’abbiamo ancora fatto…”
“Che classe fai? “
“Vado in prima superiore”
“oh! E Carducci.. lo conosci Carducci? I cipressi che a BOLGHERI alti e schietti van da San Guido in duplice filar…”
“Mai sentito”.
Marina di Bibbona, a pochi kilometri da Bolgheri.
Sono sgomenta. Aridatece Gentile..
Comunque l’analfabetismo collettivo di ritorno* nasce da lontano. Dal 68 direi.
*”Quel fenomeno attraverso il quale un individuo che abbia assimilato nel normale percorso scolastico di alfabetizzazione le conoscenze necessarie alla scrittura e alla lettura, perde nel tempo quelle stesse competenze a causa del mancato esercizio di quanto imparato”.
Insomma il blocco culturale che si è verificato negli ultimi decenni, dalla scuola media unica che ha voluto appiattire la cultura al basso in nome di un’uguaglianza impossibile e innaturale.
La proposta di una scuola media, distinta dai successivi percorsi della scuola secondaria, ha avuto origine all’inizio del secolo scorso nel quadro del riformismo giolittiano.
“Nel 1905 la Commissione Reale propone che dopo la scuola elementare, appena riformata dalla Legge Orlando (1904), venga istituito un corso quadriennale unico, senza latino, che si sostituisca al ginnasio e alle scuole tecniche inferiori previsti dalla Casati e che dia la possibilità di proseguire gli studi nei tre differenti indirizzi: scuola normale, istituto tecnico, liceo, a sua volta articolato in moderno e classico. Questa scelta, maggioritaria nella Commissione, trovò forti e motivate opposizioni, tra cui sono particolarmente interessanti quelle emerse nella sinistra liberale e socialista.
Salvemini e Galletti , per esempio, obiettano che questa scuola non può essere contemporaneamente “scuola preparatoria alla prosecuzione degli studi e scuola complementare fine e se stessa” sottolineando anche che questa situazione sarebbe “innaturale rispetto alle condizioni degli allievi…inaccettabile dal punto di vista pedagogico perché (questa scuola è) costretta a scegliere tra le diverse attese o a diventare un ibrido in grado di scontentare tutti”. Nasce per “difendere la scuola classica dall’attacco della scuola tecnica”, fortemente in crescita per il modificarsi delle condizioni economiche in particolare nel nord dell’Italia. Viene ribadita l’opposta esigenza di mantenere i corsi professionali ‘aperti’ verso l’alto per mantenere una loro specifica dimensione culturale.
La riforma Gentile (RD 1923) rappresenta un tentativo di conciliare le due opposte tendenze.
«La scuola media, con i primi fondamenti della cultura umanistica e con la pratica del lavoro, saggia le attitudini degli alunni, ne educa le capacità e, in collaborazione con le famiglie, li orienta nella scelta degli studi e li prepara a proseguirli». Si accedeva con un esame di ammissione e si concludeva con un esame di licenza il cui risultato si esprimeva con un giudizio complessivo e motivato, sulle capacità generali e sul profitto di ogni disciplina. Sull’energia e continuità, sulla volontà e disposizione a proseguire gli studi. Sulle qualità morali dimostrate, anche in rapporto alle attività svolte nelle organizzazioni giovanili
Nel 1962 la legge 1859 istituisce la nuova Scuola Media Unica con il compito di rendere uguale l’istruzione obbligatoria prevista dalla Costituzione. L’avviamento e la scuola post-elementare vengono abolite. E, in definitiva, il latino. Il che mette in seria difficoltà chi sceglie diproseguire gli studi con i Licei.
E qui casca l’Asino. O cascano gli asini. Come il cacio sui maccheroni.
«“In attuazione all’art.34 della Costituzione l’istruzione obbligatoria successiva a quella elementare è impartita gratuitamente nella scuola media, che ha la durata di tre anni ed è scuola secondaria di 1° grado. La scuola media concorre a promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l’orientamento dei giovani ai fini della scelta della attività successiva» (art.1).
«Entro il 1° ottobre 1966 la scuola media sarà istituita in tutti i comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti ed in ogni altra località in cui si ravvisi la necessità dell’istituzione stessa…». Vengono inoltre istituite classi di aggiornamento per il recupero della scolarizzazione (art.11) e classi differenziali per l’inserimento degli handicappati (art.12).
E inizia il capitombolo della cultura e dell’istruzione inferiore e superiore, che sfocia nel 30 libero a tutti post sessantottino.
E arriviamo, dopo mezzo secolo, alla situazione di oggi, sotto gli occhi di tutti. Inutile lamentarsi.
Carla Ceretelli

già, infatti ora non sanno né leggere né scrivere né far di conto. o, meglio, fare i conti.
la riprma Gentile? è proprio alla base del declino.
Una riforma in cui venbnero depotenziati lo studio della Scienza e della Tecnologia in favore delle lettere e delle arti, concepite insieme al suo sodale Benedetto Croce, quello che espulse i matematici dalla società italiana di filosofia negli anni ’10, quello degli scienziati “menit minute” nei confronti dei filosofi e degli storici (loro sì grandi cervelli..), quello che “la Scienza non vivifica l’intelletto”… quello che disprezzava “l’ingegneria”…
Avevamo un Paese distrutto dopo la guerra, ma nonostante questo eravamo una nazione – guida nella Scienza e nella Tecnologia. Poi, arrivate al potere le generazioni che hanno studiato dopo il 1923 … “Addio carola!”…
Quanto di peggio abbia espresso la cultura del nostro Paese, dove i letterati si considerano superiori a scienziati e tecnici.
Con i risultati che vediamo: poca ricerca scientifica, produzione di beni tecnologicamente avanzati inferioi rispetto al 1992 (quando Germani e Francia ne producono più del doppio del 1992…), fug dei laureati in discipline scientifiche…
Vanno rispettati entrambi, soprattutto perché i tecnici sono figli dei filosofi in virtù del 14/15° secolo. Delle scoperte si anticipava tutto ai tempi di Socrate, dove si parlava dell’infinitamente piccolo e di fatto c’erano strumenti da lavoro, da offesa e difesa ecc. Guai a sottovalutare i letterati ed i filosofi.
Ecco, questo è il senso. grazie
“Vanno rispettati entrambi, soprattutto perché i tecnici sono figli dei filosofi in virtù del 14/15° secolo. Delle scoperte si anticipava tutto ai tempi di Socrate, dove si parlava dell’infinitamente piccolo e di fatto c’erano strumenti da lavoro, da offesa e difesa ecc. Guai a sottovalutare i letterati ed i filosofi”
diciamo per il passato che la Scienza ha iniziato a progredire quando “dai discorsi si è passati ai fatti” (il primato dell’esperienza sul pensiero) e che 2000 anni di filosofia non hanno un gran chè influito sulla tecnologia… che è cominciata ad evoversi rapidamente solo con l’affrancamento della Scienza dal pensiero.
Giova comunque ricordare che fino al XVIII secolo spesso scenziati e filosofi erano le stesse persone…
per l’Italia di oggi il problema è che letterati come Croce non hanno mai rispettato nè tecnici nè scienziati, come una grande parte del mondo letterario italiano (e, specifico, italiano) continua a fare adesso, spesso vantandosi di non sapere cosa sia una equazione…
E qui nascono frasi come “che ce ne facciamo della ricerca scientifica e tecnologica” e la necessità di “rilanciare la cultura umanistica a scuola”. Perchè la classe dirigente italiana, di stampo umanistico, non capisce (in genere.. ci sono eccezioni..) l’importanza di R&S.
E così… produciamo meno tecnologia che nel 1992, quando la Germania ne produce più del doppio (dati Eurostat).
Capito in che guaio ci ha spinto Gentile con quella scellerata serie di riforme?
PS: ho anche organizzato festival di musica “classica”, visito noralmente mostre d’arte e ho – convintamente – la maturità classica.
Quindi non sono un “antiumanista”…
Non mi pare di avere scritto niente contro, casomai a favore. In ogni caso il senso che volevo trasmettere, ma evidentemente non ci sono riuscita, è non tanto il recupero totale della riforma gentiliana, ovviamente, bensì un progetto equilibrato tecnico scientifico umanistico di riforma adeguata ai tempi. Della serie, come si usa dire oggi in modo assai poco elegante, non buttar via il bambino con l’acqua sporca. Un’uguaglianza a tutti i costi non porta nulla di buono, vedi scuola media unficata. Un’offerta di almeno un paio di opzioni, sì. Naturalmente è solo una mia modesta opinione. Grazie per l’attenzione.
Nel 1962 la legge 1859 istituisce la nuova Scuola Media Unica con il compito di rendere uguale l’istruzione obbligatoria prevista dalla Costituzione. L’avviamento e la scuola post-elementare vengono abolite. E, in definitiva, il latino. Il che mette in seria difficoltà chi sceglie diproseguire gli studi con i Licei.
E qui casca l’Asino. O cascano gli asini. Come il cacio sui maccheroni.
Santissime parole, ma troppo benevole.