Dopo il primo giro di consultazioni, il Presidente della Repubblica continuerà a incontrare i partiti allo scopo di arrivare, se possibile, alla formazione di un Governo e di una maggioranza che lo sostenga. Ampiamente e ormai tediosamente i giornali del dopo elezioni ci hanno presentato tutte le possibili maggioranze esistenti, in teoria, senza arrivare a nessuna conclusione: la presunzione più diffusa è per un Governo di “scopo” ovvero “del Presidente” cioè con dentro tutti in modo più o meno diretto allo scopo di arrivare a nuove elezioni, chissà quando, poiché bisognerebbe modificare la legge elettorale pena spendere un’imbarcata di milioni per tornare agli stessi risultati.
L’onorevole Di Maio che pretende la Presidenza del Consiglio per essere il “capo politico” del partito più votato aspetta il PD che, avendo perso le elezioni, dichiara di voler stare all’opposizione ma già sommovimenti interni e pressioni esterne lo spingono verso il Governo, magari sotto forma di tecnici di sua fiducia, perché Di Maio ha paura ad andare solo al Governo e teme giustamente che i sentimenti populisti e anti governativi che gli hanno dato un grande successo si rivoltino poi verso di lui perché “la lotta tra serietà e dannunzianesimo”, come diceva Gobetti,“è antica e senza rimedio”. Non che Di Maio conosca né Gobetti né D’annunzio ma è istintivo ormai, non solo in Italia, che essere al Governo non porta voti.
Dunque è possibile che, dopo le elezioni in Friuli che confermeranno elettoralmente l’attuale situazione, si vada verso un pasticcio che permetta false risse parlamentari e veri sprechi finanziari di governo.
Occorrerebbe, io speravo in Tabacci e nella Bonino, una forza politica anche di estrema minoranza che resista fuori da questi giochi e che mantenga una linea europea nella tradizione che l’Italia ha sempre dichiarato di seguire senza mai farlo interamente (a proposito si sa qualche cosa della Sig.ra Mogherini?).
Per la memoria di noi tutti e il rafforzamento delle idee di quelli che ce le hanno cliccando qui http://www.cdrc.it/TestiCDRC/gobelghiogliot.html riporto il famoso pezzo di Piero Gobetti su Rivoluzione Liberale intitolato Elogio della Ghigliottina. In giornate come queste è un pezzo che bisogna rileggere e far leggere ad amici e parenti soprattutto se sotto i trent’anni: noi ce ne andremo, com’è giusto, ma qualcosa deve restare.
Giacomo Properzj

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