I soliti opinionisti sonnacchiosi, che ci propinano quotidianamente le loro verità, non erano per nulla preparati ad una accelerazione sulla nomina delle due cariche istituzionali. Avevano da poco subito lo scossone elettorale e stavano pregustando la solita manfrina fatta di accordicchi tra partiti. Ma la Terza Repubblica aveva già preso corpo, azzerando i vecchi e noiosi rituali. I due ragazzotti, Salvini e Di Maio, si sono rivelati ben più rapidi dei soliti tromboni. Con due mosse hanno chiuso la partita, riaffermando con forza la loro vittoria elettorale. Forza Italia ha barcollato sull’ orlo di una crisi che rischiava di diventare devastante e definitiva. Il gruppo dirigente ha dimostrato tutta la inadeguatezza ai tempi mutati. E’ dovuto intervenire Berlusconi che, comprendendo la brutta aria che tirava, ha fatto un passo indietro per salvare la baracca. In fondo la Casellati è una sua fedelissima da sempre, dal 1994. Di Maio piazza l’ortodosso Fico, conquista la Camera e si rafforza. Salvini è ormai il leader indiscusso del centrodestra ed ha dimostrato doti da vecchio mestierante della politica. E il PD? Non pervenuto. Nel momento in cui aveva la possibilità di sparigliare e di giocarsi la partita è letteralmente svanito. Poca lucidità e prigioniero di veti contrappost, non avendo ancora compreso la mutazione di un Paese che ha governato per cinque anni. La prima partita si è chiusa così. Ora il prossimo obiettivo è quello di dar vita ad un esecutivo credibile e di scegliere un presidente del Consiglio autorevole. Tutto un altro film. Il regista Mattarella, saggiamente silenzioso , è chiamato ad un duro lavoro.
Roberto Caputo

Le promesse che ci hanno fatto tutti sono troppe. Speriamo che Salvini e Di Maio riescano (insieme o separati) a risolvere ,nell’ordine : magistratura, vitalizi, costi della burocrazia ( molto pericolosa ) e della politica. In questo caso li rivoteremo ! Altrimenti i sposteremo ,non m porta dove. Possono essere estrema sinistra o Casa Poud . Ci vanno bene tutti.