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L’altra Rimini sembra Parigi

Quella Romagna che richiama tanti toscani. Un giorno freddo e nebbioso di gennaio lasci il mare alle spalle e scopri il miracolo di angoli di Parigi tra bistrot e le antiche pescherie.

di Fabrizio Binacchi | 14 Gennaio 2018

Un’altra Rimini è possibile. La conosciamo tutti o quasi come spiaggia e bagni ristoranti e beach volley piadine e salsicce sotto il sole. Non c’è solo quella Rimini, da stereotipo e da cartolina, delle pensioni tutto compreso ancora a 28 euro o dei quattro stelle a 200 euro a notte. C’è un’altra Rimini che sembra Parigi.

La scopri più d’inverno che d’estate, è quasi ovvio, ma è lì tutta pronta da esplorare. In centro, ad esempio,  da Piazza Tre Martiri a Piazza Cavour e in fondo verso il Teatro Galli di fronte al Palazzo Comunale trovi uno slargo con vetrine e bistrot, balconcini e vetrate attorno alle Antiche Pescherie. Atmosfera unica e improvvisa,  largamente imprevedibile. Lontana anni luce, per luci e sensazioni  da quel litorale che invece è a soli 800 metri.  La targa dice via Carlo Pisacane ma potrebbe essere benissimo Rue du Poisson Royale.

Chi non è venuto a Rimini o chi non ha voluto venire una volta a Rimini alzi la mano. Vengono da ovunque e ovviamente anche dalle terre lombarde come dalle terre toscane, dove rispettivamente ci possono essere i richiami più vicini del Garda per Mantova e Brescia o del Tirreno per i fiorentini e i pratesi. Eppure Rimini è, e rimane, Rimini. Anzi Rimini Rimini. Adesso più che mai due mondi, due Rimini, che vivono e convivono a seconda delle stagioni e delle età. Vale la pena di scoprire l’altra Rimini. Città dove la cementificazione più o meno razionale per anni e decenni l’ha fatta da padrona, dove per divertirsi e ballare e sballare si inventava di tutto, ma che da qualche anno, qualche lustro, ha imboccato strade diverse, quelle delle mostre e del verde, delle ciclabili e della compatibilità ambientale, del restaurato teatro e di Castel Sismondo, dedicato a Sigismondo che è attrazione e fascino storico culturale.  Anche per questo gli angoli parigini tra Piazza Cavour e le Antiche Pescherie sono  una bella pre-visione di una città monumento che rafforza la propria identità culturale ed artistica oltre la dimensione di città divertimento.

Trasformarsi  e reinventarsi, o semplicemente tornare a un futuro passato. Chissà. Fatto sta  che anche la Cattedrale Tempo Malatestiano è tra le prime richieste delle meraviglie storico architettoniche che i turisti chiedono di visitare a Rimini.

Se poi ci aggiungi il fascino dei luoghi in cui Federico Fellini, figlio di Rimini, ha girato in questa città, e i ricordi più o meno fantastici delle scoppiettanti menti romagnole, è facile costruire un percorso che lancia Rimini tutto l’anno e oltre l’anno.

A cavallo di queste ultime feste di Capodanno si è lanciata Destinazione Romagna per mettere insieme tutte le offerte di questa diversa e straordinaria terra che dal dialetto alla cucina dalle battute salaci alle musiche genuine conquista il mondo. E a ben guardare mentre si lancia Destinazione Romagna primeggia una nuova Rimini, con la sua aria da Parigi romagnola dove la cadenza e l’essenza della lingua trasforma ogni slang in codice linguistico internazionale. E quella frase dell’amico di Fellini Tonino Guerra ingloba tutto nell’aria di Rimini felliniana e nostrana insieme ogni sensazione.  “L’aria è quella roba leggera che ti gira intorno alla testa e diventa più chiara quando ridi.” E’ così, anche questa è Rimini, è l’aria che ti gira intorno che non trovi da altre parti. Ne vedremo delle belle, in senso buono. In senso romagnolo.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, euro, figlio, fiorentini, futuro, mantova, mondo, parigi, pensioni, rimini

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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