
Mildred è una madre che vuole giusizia per la figlia uccisa da più di sette mesi, è una madre arrabbiata perchè non si conosce ancora il colpevole, è una donna sola e, i tre manifesti pagati con i suoi risparmi, serviranno per richiamare al dovere i tutori della legge, troppo presi, in una regione come il Missouri dove ancora non si è del tutto risolta la questione dello schiavismo, ad emarginare gli omosessuali e a “torturare persone di colore” come afferma Mildred.
Una madre che non si arrende, un caso da riaprire, una comunità che sembrava forte e compatta, in subbuglio e che rivela il meglio ma anche e soprattutto il peggio di sé.
Una sorta di western con l’eroina, a cui molti voltano le spalle. sola a combattere per la sua ricerca e pretesa di giustizia, quasi un “io contro tutti”. E ad una seconda visione, dopo l’anteprima a Venezia, ormai convinta che il regista era stato in grado di unire western a noir, tragedia e commedia, mi è sembrato di ravvisare nella postura di Frances
McDormend, il tipico atteggiamento dell’eroe che ha appena lasciato il suo cavallo davanti al saloon (in questo caso davanti all’ufficio di polizia della cittadina).
Dei tre manifesti del titolo il più crudo e drammatico dice “Stuprata mentre stava morendo”. Come dicevo non tutti approvano la presa di posizione di Mildred, amano lo sceriffo malato, ma chi prende molto male la cosa è il vice sceriffo, violento e razzista, che con il suo atteggiamento porterà Mildred a cercare di farsi giustizia da sola, arrivando a gesti decisamente fuori legge. Ma attenzione Mildred non vuole vendetta, non vuole violenza, vuole solo conoscere l’assassino di sua figlia, vuole solo giustizia.
E sarà proprio dal gesto estremo che il film imboccherà un’altra strada da Thriller si trasforma lentamente in Commedia nera , dallo scontro tra i protagonisti cominciano ad intravedersi momenti di comprensione e solidarietà, anche se il regista non è certo di quelli da soluzione finale zuccherosa.
Il regista Martin McDonangh ci tiene incollati alla poltrona, ci fa ridere, ci fa commuovere, ci appassiona. Tutto questo grazie a:
- Una sceneggiatura (sua) pressochè perfetta che unisce al dramma tratti di umorismo sarcastico e coinvolgente.
- Dialoghi incisivi e e taglienti come un coltello ben affilato (proprio quelli che mancano al nostro cinema nazionale)
3) Un cast eccezionale. Da Frances McDormand , la madre disposta a tutto pur di avere una risposta, a Woody Harreison, lo sceriffo cuore buono della comunità, a Sam Rockwell , il vice sceriffo razzista e violento, ma che saprà trovare il suo riscatto.
Il film , fra i più belli visti a Venezia, dove la McDormand avrebbe ampiamente meritato la Coppa Volpi, si è rifatto ai recenti Golde Globe e avrà da dire la sua ai prossimi Oscar, è in sala dall’11 gennaio. Un film da vedere? Certo che siiiiii.
Maria Rita Monaco

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