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La lancetta del tempo indietro di anni. Siamo ancora a Prodi vs Berlusconi

Ci troveremo di fronte ad un vecchio remake un po’ sbiadito, che poco stimolerà l’appetito dei cittadini, che in molti si rifugeranno nel non voto.

di Roberto Caputo | 20 Novembre 2017

L’ex comunista sabaudo e un po’ fumantino, Piero Fassino, nominato dal PD tessitore, pontiere, piccione viaggiatore, come direbbe Nanni Moretti, fa cose, vede gente o meglio telefona. Stimola i cosiddetti padri nobili. Ed ecco torna in campo Romano Prodi che subito rilancia il vecchio Ulivo e nomina Pisapia garante della ipotetica coalizione di centrosinistra.

Con il Cavaliere, tornato in gran spolvero anche grazie ai risultati siciliani, la lancetta del tempo, come in un vecchio film, torna inesorabilmente indietro. Ci troveremo di fronte ad un vecchio remake un po’ sbiadito, che poco stimolerà l’appetito dei cittadini, che in molti si rifugeranno nel non voto. Tutto si giocherà su qualche emendamento della finanziaria e su di un voto al senato per l’approvazione dello ius soli. Mentre nel Paese i nuovi poveri assumono una consistenza emergenziale e il livello di disoccupazione giovanile rimane altissimo. Oltre alle schermaglie di posizionamento elettorale, non viene presentato un progetto di nuova società, che tenga conto dei bisogni e delle richieste del popolo attivo. La crisi della socialdemocrazia europea che non riesce a darsi una credibile e convincente identità, non aiuta di certo una realtà italiana che rischia ,sempre più, di ripiegarsi su se stessa, prigioniera di una crisi istituzionale gravida di brutti presagi. Il gioco dell’oca è impietoso: si torna sempre al punto di partenza. Il richiamo all’unità della sinistra ,fatto anche dall’africano Veltroni che poi in Africa non è più andato, risulta un totem un po’ spuntato. Manca una cultura politica laica che, come fecero i socialisti negli anni 80. ribalti la storia raccontata senza verità e metta in campo una via trasgressiva e di rivoluzione democratica. Ma sarebbe un viaggio troppo pericoloso per l’attuale classe dirigente assopita su comode poltrone.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: anni, berlusconi, centrosinistra, classe dirigente, crisi, cultura politica, finanziaria, il cavaliere, pd, prodi, romano prodi, socialisti, veltroni

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    23 Novembre 2017 alle 22:55

    in effetti, Marzio, Scalfari ci dice che pur di votare un 5 stelle, voterebbe Berlusconi. Ma l’incazzamento della gente non fa sconti, penso che il m5s prenderà comunque ne dicano, un sacco di voti.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    21 Novembre 2017 alle 11:06

    Penso che alla fine l’ansia cattolica della salvezza pur che sia, riporterà a galla la retorica sinistra delle parole d’ordine ‘” vigilare per la democrazia “, dove i Napolitano e i Fassino sono campioni, e a cui si uniranno prontamente i Bergoglio, i Renzi, i Berlusconi e i Nencini d’ogni colore e casacca. Perciò non darei tanto per scontata la vittoria del 5Stelle o della destra, e soprattutto della destra che nel segreto dell’urna rischia di spaccarsi.

    Rispondi
  3. paolo francia

    20 Novembre 2017 alle 22:24

    Vero, presagio cje sarà confermato. Non tiene conto pero’ che la gente è ben intorpidita nei propri smartphones, la stessa gente è divenuta giornalista, fotoreporter, medico, artista, di tutto di piu, quindi la politica ha perso assolutamente lo smalto che aveva quando poteva raccontare al popolo quello che voleva, ora basta un clic e sappiamo piu di lorsignori, allora si, il vecchiume torna a galla, ma sarà spiazzato dall’asenteismo e dai 5 stelle, che di voti ne prenderanno molti, anche se la curva del disinteresse politico non la risolleveranno neppure loro.
    Se non si analizza la realtà partendo con il rincoglionimento generale da smartphone e in seguito da un movimento, che, da solo, rappresenta l’ultimo lumicino di speranza, il M5S, è chiaro che le manovre dei soliti noti ormai non interessano piu nessuno, tra i due vecchi litiganti di facciata, il terzo incomodo avrà la meglio, con sempre meno elettori votanti.

    Rispondi
  4. Dario Seglie - Direttore Museo Archeologico, Pinerolo

    20 Novembre 2017 alle 16:31

    “Manca una cultura politica laica che … metta in campo una via trasgressiva e di rivoluzione democratica.”

    Parole perfette e laicamente sacrosante caro Caputo, ma oggi la passione dei cittadini è al lumicino e 5-6 citoyens su 10 non vanno a votare, essendo stati ridotti a persone che vegetano e non pensano, passivi ed inattivi.
    E’ un disegno alla Bilderberg o più semplicemente è il disprezzo per i politici e quindi per la politica che fa loro mettere, come struzzi, la testa sotto la sabbia ?
    Qui prodest: a chi giova questa situazione ? Apparentemente a nessuno. Già, apparentemente.

    Dario Seglie

    Rispondi
  5. Ricky Raider

    20 Novembre 2017 alle 16:26

    APPLAUSI, APPLAUSI E APPLAUSI AL DOTT. CAPUTO! Ha saputo condensare in un breve articolo l’angoscia che pervade gli elettori senza distinzione di partito e che li annichilirà allorché si troveranno a dover scegliere a chi dare la propria preferenza, seppur limitata dalla nuova legge elettorale… sissignori! IL GATTOPARDO E’ PIU’ VIVO ED ARZILLO CHE MAI….

    Rispondi

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